Avastin, Altroconsumo: sì a sanzioni severe per Roche e Novartis

Stando a quanto riportato dagli studi disponibili, il Lucentis sarebbe del tutto equivalente all’Avastin, utilizzato già da tempo in ambito oftalmico. L’unica grossa differenza sta nel prezzo: il Lucentis costa 50 volte in più rispetto all’Avastin. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso la sua istruttoria provando che i gruppi farmaceutici Roche e Novartis (rispettivamente produttori di Avastin e Lucentis) hanno fatto un accordo che limita la concorrenza nel mercato dei farmaci destinati alla cura di patologie oftalmiche. Altroconsumo accoglie favorevolmente le conclusioni dell’Antitrust. Allo stesso tempo l’Associazione chiede che le due aziende vengano sanzionate al più presto e che sia subito impedita la prosecuzione di un’azione tanto dannosa per le tasche dei pazienti e per quelle dello Stato.

L’uso di Avastin (nome commerciale del farmaco della Roche a base di bevacizumab) nel trattamento delle maculopatie legate all’età era stato sospeso dall’Aifa a causa di alcune segnalazioni (arrivate da tutta Europa) di gravi effetti collaterali, come emorragie non oculari e trombosi. L’alternativa era stata individuata in altri due farmaci: Lucentis e Macugen, i cui prezzi si aggirano intorno ai 1.000 euro, ben 50 volte più alti del costo di una singola somministrazione di Avastin.

A causa dell’entrata in commercio dei due nuovi farmaci Lucentis e Macugen, che al contrario di Avastin sono formalmente autorizzati per il trattamento delle maculopatie legate all’età, il rimborso di quest’ultimo farmaco si è sempre più ristretto. La decisione dell’Aifa del 2007 ha creato due problemi

  • per le casse dello Stato: Lucentis e Macugen costano infinitamente di più di Avastin. Secondo i calcoli della regione Emilia Romagna, passando da Avastin a Lucentis la spesa per trattare tutti i pazienti salirebbe da 200.000 euro a 15 milioni di euro;
  • per i pazienti: quelli con meno di due decimi di vista o quelli che necessitano il trattamento del secondo occhio, devono pagare di tasca loro una cura più costosa. Inoltre, tutti i pazienti che non hanno una maculopatia legata all’età o sono affetti da glaucoma vascolare non dispongono più di una valida alternativa terapeutica.

“I prezzi dei due nuovi farmaci non sembrano giustificati da una maggiore efficacia” sostiene Altroconsumo: “Alcuni studi dimostrano che sono sostanzialmente equivalenti ad Avastin, sia dal punto di vista dell’efficacia che degli effetti indesiderati. Quest’ultimi, infatti, sono legati sia al modo di somministrazione (l’iniezione diretta nell’occhio) e quindi non dipendente dai principi attivi in sé, sia agli effetti biologici, comuni a tutti questi farmaci. Avastin non avrebbe quindi colpe particolari. D’altra parte, è possibile che ci sia un maggior rischio di infezioni oculari usando l’Avastin, dovute al fatto che il farmaco non ha una formulazione per uso oftalmico, ma deve essere ridosato per servire allo scopo, con un certo rischio di contaminazione”.

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