Farmaci, domani tavolo sulla remunerazione. Parafarmacie dimenticate

Si riunirà domani il tavolo sulla remunerazione che il ministro della Salute Renato Balduzzi, aveva promesso il 10 luglio scorso a Federfama, che quel giorno era scesa in piazza Montecitorio per manifestare contro la spending review.  Il tavolo è quello previsto dalla legge 122 del 2010 (comma 6 bis dell’articolo 11), ma mai attivato. L’incontro non avrà come protagoniste solo le farmacie, ma l’intero mondo del farmaco. Sono state convocati al ministero, infatti, anche le altre componenti della filiera, a partire dagli industriali. Nessun invito è stato invece recapito alle parafarmacie, che però chiedono con forza di potere partecipare all’incontro per “riprendere il tema della vendita della fascia C nei propri esercizi”, come si legge in una nota della Federazione nazionale farmacia non convenzionata.“Non si tratta di una dimenticanza” fanno sapere dall’Associazione Nazionale Parafarmacie Italiane che vede nella scelta del ministro “la sua incapacità di saper guardare oltre il dito”. “Certamente – si legge nella nota dell’ANPI – oggi la legge non include anche la parafarmacia tra i “soggetti” abilitati alla distribuzione del farmaco a carico del SSN, ma come non accorgersi che dietro l’angolo ovvero tra pochi mesi, come dire domani, per ragioni politiche ed economiche prima ancora che giuridiche (sentenze delle Corti italiana ed europea), alla parafarmacia dovrà essere concessa la vendita dei farmaci di fascia C con ricetta medica?”.

Intanto anche alla vigilia dell’incontro Federfarma ha fatto sapere di essere pronta alla serrata prevista per il 26. Motivo dello sciopero gli effetti della spending review che per l’anno prossimo, determineranno un taglio di 40mila euro “per ogni singola farmacia, cioè il costo di un dipendente, che andrà a sommarsi a tutte le altre trattenute già previste”. Non solo.

Tra gli effetti dei tagli dovuti alla spending review ci sarà anche la perdita stimata di circa 20mila posti di lavoro nelle 18mila farmacie che Federfarma rappresenta. “È stato abbassato anche il tetto della spesa farmaceutica territoriale dall’attuale 13,3% all’11,5%. Questo vuol dire – ha precisato Racca – che a settembre, al massimo a ottobre i soldi saranno finiti”.

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