Farmaci generici, AssoGenerici: “Europa unanime nel rimuovere gli ostacoli”

Ieri il Parlamento europeo ha approvato in prima lettura la nuova direttiva sui farmaci generici (Transparency Directive 2012/0035 COD) per garantire presto un accesso più veloce e trasparente ai pazienti europei di medicinali che, ormai è noto a tutti, fanno risparmiare parecchio. La nuova direttiva, che impone più trasparenza e scadenze precise nella decisione dei prezzi e nel rimborso delle medicine equivalenti, dovrà essere approvata dai Ministri europei per entrare in vigore. Immediato il commento di AssoGenerici: “E’ ormai evidente a tutti che l’Unione Europea ha ben chiari i benefici determinati dal farmaco equivalente e vuole difenderli e ampliarli, rimuovendo gli ostacoli che ancora si presentano alla rapida immissione in commercio dei nuovi medicinali generici”.

Con queste parole Enrique Häusermann, presidente di AssoGenerici, ha commentato la notizia dell’approvazione di un provvedimento che ha origine dall’indagine svolta dal Commissario alla concorrenza nel 2009, che aveva evidenziato le circostanze che impediscono una concorrenza fisiologica nel settore farmaceutico, in particolare tra equivalenti e farmaci di marca. “Due sono gli aspetti fondamentali su cui il testo interviene – prosegue Häusermann – Il primo è la riduzione dei tempi di autorizzazione e determinazione del prezzo per i nuovi farmaci equivalenti e biosimilari, che dovrebbe prevedere un termine massimo di 60 giorni. Il secondo è il divieto di qualsiasi forma di patent linkage, cioè di vincolo delle procedure di registrazione alla scadenza del brevetto, una misura che da sempre ha permesso pratiche dilatorie a tutto danno dei produttori di generici ma anche del Servizio sanitario e dei cittadini”. Ora la direttiva dovrà essere approvata dal Consiglio dei capi di Stato e di Governo, ma quello di ieri è per AssoGenerici un passo fondamentale. “E’ chiaro che alla base del progresso scientifico vi è la tutela della proprietà intellettuale, ma siamo contrari a qualsiasi uso distorto della protezione brevettuale che, alla fine, danneggia anche la ricerca stessa” conclude il presidente di AssoGenerici.

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