Liberalizzazione farmaci fascia C, Federfarma non ci sta e chiede incontro al Ministro Balduzzi

“In nessun Paese al mondo i farmaci con ricetta medica vengono distribuiti in esercizi diversi dalla farmacia, in quanto solo la farmacia garantisce gli standard di qualità e sicurezza”. Così in un comunicato Federfarma ribadisce la propria contrarietà alla norma contenuta nel decreto Salva Italia (oggi in Gazzetta Ufficiale) che prevede la completa liberalizzazione dei farmaci fascia C che potranno essere venduti anche nelle parafarmacie. La Federazione chiede un incontro urgente al ministro della Salute Renato Balduzzi e al ministro dello Sviluppo Corrado Passera.

“L’Italia sarebbe un’anomalia rispetto a Paesi come Regno Unito, Irlanda, Francia, Germania, Spagna, Olanda, Svezia, Austria, dove tutti i farmaci con ricetta sono disponibili solo in farmacia. Farmaci per le disfunzioni erettili, contraccettivi, ormoni, cortisonici, farmaci antiaggreganti sarebbero venduti fuori farmacia, caso unico al mondo. La vendita fuori farmacia di farmaci sottoposti all’obbligo di prescrizione medica, se confermata, porterà al collasso il servizio farmaceutico reso alla popolazione, in tutte le aree del Paese. Molti titolari di farmacie rurali riterrebbero piu’ conveniente abbandonare le zone disagiate e trasferirsi in città per aprire una piu’ redditizia parafarmacia, lasciando ampie zone del territorio prive del servizio” continua la nota che conclude affermando che “non è smantellando la rete delle farmacie che si crea sviluppo e occupazione”.

Quali sono i farmaci appartenenti alla cd fascia C? Nel Servizio Sanitario Nazionale, viene attribuita la Fascia C ai medicinali non essenziali o “salvavita”(per patologie di lieve entità, o considerate minori) i quali sono interamente a carico dell’acquirente.

Secondo alcune stime prodotte ad agosto di quest’anno dal Movimento Nazionale dei Liberi Farmacisti, da sempre favorevole ad una maggiore liberalizzazione dei farmaci, la liberalizzazione dei farmaci di fascia C avrebbe molteplici effetti positivi sul fronte dell’occupazione, del risparmio e degli investimenti, con ricadute anche sulle entrate dello Stato e tutto a costo zero. Il mercato totale dei farmaci di fascia C più quello afferente ai farmaci d fascia A, acquistati direttamente dai cittadini, è di 4.0123 milioni di euro (3.139,8 + 872,2). Rendendo libero il prezzo dei medicinali per i farmaci di fascia C e adottando, al contempo, un sistema di riferimento simile a quello vigente per i farmaci generici, si avrebbero risparmi pari a 401,2 milioni di euro l’anno per sconti pari al 10% del prezzo al pubblico, di 481,44 mln per sconti del 12%, di 561,68 mln per sconti del 14% e di 601,8 mln di euro per sconti del 15%”.

Ed è proprio il MNLF a ritenere “inquietanti le notizie che si rincorrono in merito a rimaneggiamenti dell’ultima ora che farebbero intravedere un sostanziale passo indietro: limite demografico di 15.000 abitanti, non ben definiti appositi decreti del Ministero della Salute, consultazioni e intesa con la conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regione e le Province autonome di Trento e di Bolzano, tutto messo in campo, pur di rendere nullo e vanificare quanto annunciato dal governo”. “Servono lacrime e sangue, soprattutto da chi sino ad ora non ha dato, ma servono anche misure coraggiose per la crescita. Prima fra tutte la rimozione delle molteplici barricate corporative che bloccano da decenni lo sviluppo e l’affermazioni delle capacità presenti, cancellando le norme anacronistiche che regolano la distribuzione al dettaglio del farmaco” sostiene il Movimento che, nel frattempo, con le associazioni di categoria prenderà tutti i provvedimenti necessari per contrastare ogni iniziativa volta ad annullare il processo di liberalizzazione dei farmaci nell’interesse prioritario dei cittadini.

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