Fecondazione assistita, riconoscimento Cittadinanzattiva nel processo vs Regione

Cittadinanzattiva è stata riconosciuta dai giudici di Torino nel suo ruolo di sostegno e diritto alla salute nella causa contro Regione e ASL promossa da una coppia di coniugi che, per la prima volta in Italia, richiedono il riconoscimento del rimborso delle spese sostenute per accedere a prestazioni di procreazione assistita e alla diagnosi genetica di pre-impianto.

A maggio del 2012 c’è stata la prima udienza in cui una coppia portatrice di una grave patologia cromosomica che determinava aborti spontanei e gravi malformazioni al nascituro ha chiesto al Tribunale di Torino di rimborsare le spese sostenute all’estero e in centri privati italiani per effettuare la diagnosi pre-impianto e di condannare la Regione e la ASL al pagamento di tali somme. Per sostenere la coppia, si è costituita in giudizio  Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato perché fosse riconosciuto il diritto alla salute e il diritto a perseguire un progetto genitoriale e a costituire una famiglia.

“Si tratta della prima azione giudiziaria sulla materia”, afferma il collegio di avvocati composto da Maria Paola Costantini, Nadia Tecchiati e Laura Liberto.”Nel silenzio delle istituzioni – sostiene Citttadinanzattiva – è l’unico strumento per costringere le Regioni e lo Stato a prevedere la creazione almeno di una struttura pubblica che eroghi questa prestazione. In questo modo i cittadini non dovranno più pagare costi salati per ottenere riconosciuto il diritto a una diagnosi e decidere della loro vita e di quella del nascituro. Si tratta di una battaglia di giustizia del resto già riconosciuta come legittima anche in sede europea e che riguarda l’accesso a prestazioni sanitarie per tutti e non solo per coloro che dispongono di mezzi economici”.

Cittadinanzattiva ha intenzione di dare vita a nuove azioni giudiziarie finché le Regioni non provvederanno saranno intentate altre azioni. Già se ne preannuncia un’altra a Venezia nei prossimi giorni.

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