Federconsumatori: necessario agire per diffusione farmaci equivalenti

Bisogna ampliare la diffusione dei farmaci equivalenti e promuovere la ricerca e lo sviluppo di medicinali innovativi: è la posizione espressa da Federconsumatori, che passa in rassegna i dati del settore farmaceutico. L’industria del farmaco è cresciuta fino a valere ormai l’1,5% del  PIL, il 4% dell’export, e  il 6,5 % degli investimenti in  ricerca e sviluppo – spiega l’associazione – Per i farmaci spendiamo ogni anno 26 miliardi di euro, di cui circa 17 finanziati dal Servizio Sanitario Nazionale.

In questo quadro, una nota positiva è rappresentata dalla crescita della vendita dei farmaci equivalenti, passata dall’11% del 2011 all’attuale 17%. “Una percentuale che risulta ancora insignificante se affiancata a quelle registrate negli altri paesi europei o negli USA, ma che indica come le norme e le battaglie a favore della diffusione di tali farmaci, negli ultimi anni, stiano facendo dei passi avanti”. L’associazione stima che i risparmi consentiti dagli equivalenti siano pari a oltre 35 euro annui a famiglia. Ma, afferma, “da anni ci scontriamo con la vera e propria campagna di disinformazione portata avanti dalle lobbies del farmaco, che hanno tutto l’interesse a screditare la validità e l’efficacia dei farmaci equivalenti, nonché con la grave inerzia dell’AIFA e del Governo (a seguito delle nuove normative sulla prescrizione dei farmaci) nel fornire ai cittadini informazioni adeguate e corrette su tali farmaci”. Per l’associazione, bisogna agire con urgenza per ampliare la diffusione dei farmaci equivalenti e intervenire per promuovere la ricerca e lo sviluppo di medicinali innovativi, sfruttando le opportunità messe a disposizione dalle tecnologie più all’avanguardia e sperimentando collaborazioni tra strutture e servizi.

Un commento a “Federconsumatori: necessario agire per diffusione farmaci equivalenti”

  1. gaicomo degortes ha detto:

    Buoni propositi ma il mio medico, e tanti altri sia di base che specialisti continuano a dire che, salvo pochi casi, occorre utilizzare il farmaco originario poichè se il componente attivo è uguale (pressapoco) ben diversi sono gli altri componenti!
    Mi è stato raccontato che dalle analisi chimiche dei farmaci originale ed equivalenti le differenze ci sono eccome (ma perchè non le pubblicano)?.
    boh
    giacomo degortes