Federconsumatori: sanità, emergenza nazionale. Cittadini rinunciano a cure

Le norme introdotte dal decreto Balduzzi risultano ancora poco incisive ed insufficienti sul fronte della domanda di salute dei cittadini”. È quanto afferma Federconsumatori, che sottolinea come la recessione si stia ripercuotendo sulla sanità in uno scenario che vede il maggiore ricorso alla sanità privata, da parte di chi se lo può permettere, mentre tutti gli altri cittadini fanno i conti con lunghe liste di attesa e costi crescenti. “I dati parlano chiaro: sono oltre 9 milioni i cittadini costretti a rinunciare alle cure per motivi economici”, afferma l’associazione.

Il dato, del resto, è stato evidenziato all’inizio di giugno da una ricerca del Censis. Più di 9 milioni di italiani, ha denunciato il Censis, dichiarano di non aver potuto accedere ad alcune prestazioni sanitarie di cui avevano bisogno per ragioni economiche. Come si legge nella ricerca, “mentre la spesa pubblica rallenta e quella privata continua il suo ritmo di crescita, si registra una sorta di fuoriuscita di cittadini dal sistema sanitario, con oltre 9 milioni di persone che dichiarano di non avere avuto potuto accedere a prestazioni sanitarie per “ragioni economiche”. Il 77% di coloro che ricorrono al privato lo fa a causa della lunghezza delle liste d’attesa, ma chi non riesce a pagare la spesa per prestazioni private ci rinuncia. In tale contesto, si sviluppano inoltre fenomeni nuovi come il low cost sanitario, ovvero la tendenza a cercare le offerte sanitarie meno costose.

Per Federconsumatori, la situazione generale non migliorerà col decreto Balduzzi. “È fondamentale abbandonare la logica dei tagli, che produce solo servizi inadeguati e discriminazioni inaccettabili – afferma l’associazione – Bisogna tornare ad investire risorse nella prevenzione, nella qualità delle prestazioni e nella ricerca scientifica e farmacologica.  Solo così si potranno ridurre malattie e malati, rispondendo in maniera adeguata ai bisogni di salute del nostro Paese ed assicurando a tutti i cittadini il diritto alla salute costituzionalmente garantito”.

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