Federfarma: vero pericolo è non vaccinarsi

“I cittadini possono vaccinarsi tranquillamente perché non ci sono pericoli”. Così Annarosa Racca, presidente di Federfarma, commenta la notizia che da qualche giorno del ritiro dal mercato di Inflexal V, uno dei vaccini antinfluenzali prodotti dalla Crucell.“Il timore che si sta diffondendo è ingiustificato perché i vaccini – come peraltro tutti i farmaci – sono sottoposti a stringenti controlli di qualità da parte delle autorità sanitarie. Proprio in seguito a tali controlli alcuni lotti di un vaccino sono stati ritirati a scopo precauzionale ancor prima che arrivassero nel circuito distributivo” spiega la Racca.

Il rischio è invece – continua Racca – che a un timore ingiustificato segua un calo delle vaccinazioni il cui numero in Italia è già basso se confrontato a quello di altri Paesi. E questo sì che sarebbe un problema perché per anziani e malati cronici l’influenza può avere complicanze gravissime e anche mortali. Inoltre il virus si diffonde meglio in una popolazione scarsamente vaccinata e la diffusione della malattia, oltre alle conseguenze sulla salute, ha elevati costi economici e sociali sia per le ore di lavoro perdute sia per i costi delle cure per le complicanze.

L’Iss sostiene che la vaccinazione resta, infatti, il modo più sicuro ed efficace per ottenere la protezione da alcune gravi malattie. In caso di epidemie o dell’insorgenza di casi di malattia nella comunità, i soggetti vaccinati avranno probabilità molto minori o nulle di prendere la malattia. Il vantaggio non è solo personale però. Infatti, se in una comunità si ha un elevato grado di copertura vaccinale, l’infezione ha una possibilità limitata di diffusione e quindi la malattia tende a scomparire del tutto. In questo modo il vaiolo è stato eliminato da tutto il mondo, la polio è stata cancellata dalla maggior parte dei paesi e in alcune regioni sono già scomparse del tutto morbillo, parotite e rosolia. Inoltre, laddove ci sia un’elevata copertura vaccinale anche i soggetti che per particolari condizioni di salute non possano ricevere il vaccino risultano protetti da quella che viene definita una “copertura di gregge”, cioè dalla bassa possibilità di diffusione della malattia, e quindi di contagio, dovuta proprio all’elevato numero di persone vaccinate.

L’impatto delle vaccinazioni sulle malattie può essere schematizzato in tappe successive. Il primo obiettivo è il controllo della malattia, cioè la riduzione del numero di malati a maggior rischio di complicanze, quali ad esempio gli anziani per la vaccinazione antinfluenzale o i bambini nel primo anno di vita per la vaccinazione antipertosse. La tappa successiva è la riduzione assoluta del numero di malati in una nazione, o in un gruppo di nazioni, fino alla eliminazione della malattia, come si è verificato per la poliomielite nelle Americhe o per il morbillo in Finlandia. L’eliminazione di una malattia a livello nazionale non esclude comunque il rischio che l’infezione venga contratta durante un viaggio all’estero o da una persona proveniente da un paese dove la malattia è ancora presente.

 La tappa finale, infine, è l’eliminazione di una malattia a livello mondiale. Questo traguardo, noto come eradicazione e raggiunto nel 1980 per il vaiolo, fa sì che non esista più il rischio di contrarre la malattia e consente quindi di interrompere la vaccinazione. La prossima malattia candidata all’eradicazione è la poliomielite.

Comments are closed.