Invalidità civile, Cittadinanzattiva: il Governo presenti relazione attesa da 10 mesi

Al Senato, nei giorni scorsi, Cittadinanzattiva aveva denunciato le difficoltà dei cittadini che hanno bisogno del riconoscimento dell’invalidità civile: le segnalazioni arrivate all’associazione nel 2011 denunciano un aumento degli accertamenti ritenuti inadeguati, lentezza dell’inter burocratico di riconoscimento, aumento di costi per presentare le domande necessarie e di segnalazioni sul mancato riconoscimento dell’indennità di accompagnamento. L’associazione torna sull’argomento e chiede al Governo di presentare la relazione sulle procedure per l’invalidità, attesa in Parlamento da dieci mesi.

Scrive Cittadinanzattiva: “Il Governo risponda velocemente all’Interrogazione parlamentare presentata dall’On. Delia Murer, e rivolta al Ministro del Welfare, per non aver relazionato al Parlamento sul sistema di riconoscimento  dell’invalidità civile ed accompagnamento, che oggi limita fortemente il diritto dei cittadini ad accedere ai relativi benefici”.

L’associazione denuncia che una mozione approvata dalla Camera dei Deputati lo scorso anno aveva impegnato il Governo a riformare la normativa che oggi disciplina la materia, nonché a relazionare entro 30 giorni sulla situazione relativa all’applicazione della nuova procedura, indicando tra l’altro il numero pratiche evase rispetto a quelle depositate, i motivi del ritardi delle procedure, la situazione dell’appalto POSTEL per l’inserimento delle pratiche relative alle richieste d’Invalidità, indicando anche i costi. Spiega però Cittadinanzattiva: “Dopo 10 mesi, non solo non è stata presentata dal Governo alcuna relazione al Parlamento, ma non si è ancora messa mano alle procedure INPS che stanno creando notevoli difficoltà ai cittadini. Sappiamo che il Ministero del Welfare ha costituito un tavolo tra Regioni, INPS ed  ASL, al quale però mancano ancora una volta le associazioni dei cittadini e di persone con disabilità”. La richiesta: il Governo presenti al più presto la relazione al Parlamento in un’ottica di trasparenza.

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