Latte crudo, le raccomandazioni del Ministero dopo l’apertura dell’inchiesta di Guariniello

Il latte crudo va consumato previa bollitura. Il Ministero della Salute E’ intervenuto oggi a sedare le polemiche scoppiate nei giorni scorsi in seguito ai dati del monitoraggio sui campioni di latte crudo esaminati nell’arco del 2010 dall’Istituto Zooprofilattico. In Italia sono censiti 1438 distributori automatici di latte crudo. In Torino e provincia sono 110. Le analisi sul latte in vendita in Piemonte hanno scovato tre tipi di batteri: 8 contaminazioni da Campylobacter jejuni, che può provocare malattie diarroiche acute; 5 di Lysteria monocytogenes, che si manifesta con vomito, dolori addominali e febbre; 4 di Staphylococcus aureus, che causa in genere vomito e forti tremori. In una manciata di casi sono stati riscontrati più tipi di batteri nel medesimo campione. Il latte crudo non pastorizzato, inoltre, è uno degli alimenti sospettati di sviluppare la Seu: sindrome emolitico-uremica, malattia rara che colpisce anziani e bambini nei primi anni di vita. Su undici di questi casi sta indagando la Procura di Torino ipotizzando il reato di commercio di sostanze alimentari nocive e pericolose per la salute.

E’ in questo contesto che si inseriscono le raccomandazioni diffuse oggi dal Ministero. “Il prodotto in questione si acquista attraverso distributori automatici, appositamente registrati e controllati dalle Asl, che devono riportare correttamente l’indicazione che il latte crudo è da consumarsi previa bollitura, così come stabilito da un’ordinanza ministeriale del 10 dicembre 2008 il cui termine di validità è stato recentemente prorogato al 31 dicembre 2012. Il latte è sottoposto, lungo tutta la filiera,  a rigidi controlli sanitari che portano ad avere un prodotto sicuro nel rispetto delle modalità di conservazione e di consumo: si può perciò scegliere con tranquillità di acquistare indifferentemente il latte già trattato termicamente  presso gli impianti industriali (pastorizzato o UHT) o il latte crudo, purché in quest’ultimo caso il consumatore, parte attiva nella sicurezza dei prodotti, rispetti l’indicazione di consumare il latte solo dopo bollitura, eliminando l’eventuale presenza di agenti patogeni che possono essere presenti nel latte pur nel rispetto di tutte le norme igieniche, ed evitando così che gli eventuali pericoli microbiologici si trasformino in rischi reali per la sua salute. La precauzione di consumare il latte crudo solo dopo bollitura necessita in un contesto urbano di maggiore attenzione da parte del consumatore.  Il latte pastorizzato invece non va bollito e può essere consumato alla temperatura che uno vuole. Si ricorda che il consumo di latte crudo non sottoposto a trattamento termico provoca seri rischi per la salute: basti pensare alla brucellosi o alla tubercolosi e, da ultimo, alle sindromi emolitico-uremiche nei bambini”.

 

Un commento a “Latte crudo, le raccomandazioni del Ministero dopo l’apertura dell’inchiesta di Guariniello”

  1. Costante Pinelli ha detto:

    Ci sono voluti anni perché se ne occupasse la magistratura, anche dopo il mio articolo, pubblicato sulla rivista “Il Latte 80 anni ” e ripubblicato in occasione del convegno SICURA di Modena tre anni fa, dove si stigmatizzava l’enorme pericolo per la salute umana indirettamente sponsorizzato da alcune “organizzazioni Agricole” .