Legge su protesi al seno, UNC: tappa decisiva per tutelare donne e minorenni

Registro delle protesi al seno e divieto di plastica per le minorenni sono legge. Un provvedimento atteso da tempo, di fatto rilanciato dopo lo scandalo delle protesi francesi Pip, che dovrebbe fare chiarezza e garantire maggiore tutela alle donne e alle minorenni, per le quali l’intervento di mastoplastica è previsto solo per “gravi malformazioni congenite”. Il provvedimento è apprezzato dall’Unione Nazionale Consumatori, che per voce del suo segretario generale Massimiliano Dona commenta: “La legge che vieta gli interventi a soli fini estetici sui minorenni e tutela il diritto all’informazione di pazienti costituisce una tappa decisiva per mettere ordine nel quadro della chirurgia estetica in Italia”.

“Ogni anno – afferma Dona- circa mille ragazze, anche giovanissime, si sottopongono ad interventi di chirurgia plastica, in particolare ad operazioni di mastoplastica additiva, con l’intenzione di perseguire gli standard di bellezza trasmessi dal mondo della pubblicità. Non sempre le pazienti vengono correttamente informate sui possibili rischi, specialmente per quel che riguarda aspetti come la durata delle protesi, l’allattamento al seno e lo screening del tumore”. La legge appena approvata consente interventi al seno per le minorenni solo per gravi malformazioni congenite e per dopo un’adeguata informazione e il consenso informato, mentre la struttura sanitaria dovrà predisporre documenti illustrativi dettagliati sulle protesi usate.

La memoria va anche alla vicenda delle protesi francesi Pip. “L’istituzione di appositi registri nazionali e regionali – afferma Dona – permetterà di monitorare le attività di medicina plastica ed estetica effettuate in Italia e intervenire rapidamente per individuare ed eventualmente rimuovere impianti potenzialmente cancerogeni. Tale novità rappresenta una garanzia in più per i consumatori, soprattutto dopo lo scandalo delle protesi Pip”.

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