Macrolane, ecco le linee guida dell’Aicpe

Nei giorni scorsi è stato sospeso l’uso per il trattamento del seno del gel rimodellante per il corpo Macrolane. La Q-Med, divisione della ditta Galderma, distributrice del gel rimodellante per il corpo Macrolane, infatti, ha deciso di modificare le istruzioni di utilizzo del prodotto per il corpo eliminando l’indicazione per il trattamento del seno. Motivo? Pare che il gel abbia causato qualche difficoltà nella valutazione del tessuto ghiandolare mammario, influenzando la qualità diagnostica in caso di mammografia. Non ci sarebbero problemi, invece, con ecografie e risonanze mammarie. Nessun problema di sicurezza del prodotto, dunque, ma soltanto il dubbio che questo influenzerebbe la qualità diagnostica in caso di mammografia, rendendo più difficile leggere e interpretare i risultati dell’esame. Tanto che  resta invece consentito l’utilizzo del gel Macrolane in altri distretti corporei, come braccia, glutei, polpacci. Non è quindi necessario che le pazienti trattate al seno contattino i medici o intraprendano azioni particolari: devono semplicemente continuare a effettuare le visite di controllo prescritte dal medico dopo l’esecuzione della procedura. Fino a nuove indicazioni, non dovranno però essere sottoposte a nuove infiltrazioni di Macrolane.

Tuttavia l’ Associazione italiana chirurgia plastica estetica ha messo a punto alcune indicazioni. Nello screening mammario, sino a quando Macrolane non sia stato completamente riassorbito, sarà necessario attenersi a uno specifico protocollo che può includere l’uso di ultrasuoni al posto di oppure in combinazione a mammografia digitale. “È noto che tutte le procedure per l’aumento volumetrico del seno – comprese quelle con Macrolane, con trasferimento di grasso o con impianto di protesi – possono interferire con la lettura di immagini mammografiche”, spiega Alessandro Casadei, chirurgo di Aicpe.

“Questo aspetto si affronta eseguendo altri esami: utilizzando le attuali tecniche di indagine disponibili, come la mammografia digitale, possibilmente in combinazione con l’esame ecografico, è possibile ottenere informazioni adeguate tecniche di indagine e valutazione radiologiche standard addizionali. In Svezia ed in Francia, con il sostegno economico della casa produttrice, è stato condotto recentemente uno studio sino a 24 mesi di follow-up allo scopo di valutare l’utilità della combinazione di mammografia digitale e indagine ecografica eseguite nella stessa seduta e qualsiasi potenziale difficoltà nell’interpretazione delle immagini mammografiche o ecografiche. I risultati preliminari di questo studio mostrano che può essere eseguita una valutazione adeguata utilizzando queste tecniche di indagine e Q-Med renderà i dati di questo studio disponibili al più presto possibile allo scopo di facilitare l’ottimale follow-up clinico di pazienti trattate con Macrolane”.

 

Quando Macrolane sarà completamente riassorbito, si potrà eseguire lo screening mammario con le modalità standard, a meno che la paziente abbia altri impianti mammari. Conclude Casadei: “Il recente incontro di Parigi tra esperti radiologi ha confermato la volontà di approfondire e comprendere meglio gli aspetti delle immagini radiologiche dei seni trattati con Macrolane. È stata confermata la non pericolosità del prodotto”.

 

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