Milano, soda caustica nel pane: intossicate 4 persone. Le proposte del Codacons

Soda caustica nel pane: nel milanese 4 persone si sono sentite male dopo aver mangiato del pane in due take away della catena Princi. L’alimento è risultato contaminato da una sostanza urticante che ha provocato alle vittime ustioni, pare non gravi, alla bocca. Secondo le prime ricostruzioni il panettiere milanese, per errore, avrebbe fatto cadere la soda caustica nell’impasto per produrre il pane. Per il Codacons questo incidente sarebbe stato sicuramente evitato se si fossero presi provvedimenti già dopo i primi casi del genere che si verificano ormai da anni. 

Tra le proposte del Codacons quella di colorare tutti i veleni, dall’acido muriatico alla soda caustica, proposta che il Governo nel 2009 aveva annunciato di aver finalmente accolto, ma che a tutt’oggi è rimasta lettera morta. Se si colorassero queste sostanze tossiche, ad esempio di viola o di nero, difficilmente potrebbero essere confuse con l’acqua o, come nel caso di oggi, la farina. Il panettiere, insomma, si sarebbe subito accorto della contaminazione. Ma il ministero dello Sviluppo economico non ha emanato questo decreto.

Inoltre il Codacons aveva chiesto, e rinnova oggi la richiesta, controlli a tappeto in bar, ristoranti ed esercizi vari. La normativa è chiara. L’art. 9 della L. n. 283 del 30 aprile 1962 stabilisce che “le sostanze, il cui impiego non è consentito nelle lavorazione di alimenti e bevande, non possono essere detenute nei locali stessi di lavorazione o comunque in locali che siano in diretta comunicazione con questi”. Ma secondo un’inchiesta fatta all’epoca dal Codacons la norma, per comodità, è violata. I detergenti, infatti, sono spesso tenuti, per praticità, in prossimità delle lavastoviglie.

Ancora più stringenti sono poi le regole relative ai veri e propri veleni, tossici per l’uomo. I controlli sono demandati ai NAS, al Servizio di Igiene e degli Alimenti e della Nutrizione presso le Aziende Sanitarie Locali e ai vigili dei Comuni che sono tenuti a far rispettare i Regolamenti locali di igiene. Nessuno, però, effettua i necessari controlli.

Per il Codacons chi compera detersivi in quantità industriali all’ingrosso e, quindi, in contenitori grandi, travasa queste pericolose sostanze detergenti e disinfettanti in recipienti più comodi, come le bottiglie d’acqua. Essendo piccole, sono infatti più pratiche per un uso quotidiano, rispetto al recipiente originale che può contenere anche decine di Kg o litri di prodotto. La bottiglia di acqua minerale si presta a questo utilizzo improprio perché, essendo trasparente, consente di verificare se il prodotto sta finendo. Tutte queste abitudini sono spesso all’origine di questi incidenti.

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