Ministero Salute a rischio? Anaao: “Non si può rinunciare a ente forte e autorevole”

“Ad ogni crisi di Governo parte il tormentone della sopravvivenza del Ministero della Salute. E sembra che anche questa crisi non si sottragga alla tentazione irresistibile di volere cancellare il Ministero della salute accorpandolo (come fosse una qualsiasi azienda sanitaria o struttura ospedaliera) ad un altro più importante, a prescindere dal valore e dalla specificità dell’oggetto delle sue competenze e dal numero e dalle caratteristiche dei suoi dipendenti. Un dipartimento, insomma, espulso, insieme con le ragioni e le voci della sanità, dal Consiglio dei Ministri”. E’ quanto dichiara il Segretario Nazionale di Anaao Assomed, Costantino Troise, sottolineando come nel nostro Paese siano aumentate “le diseguaglianze tra cittadini in tema di esigibilità del diritto alla salute, ormai declinato in 21 modi diversi alla faccia del dettato costituzionale”.

Per questo “non si può rinunciare ad un ente centrale, autonomo ed autorevole, che eserciti una funzione di controllo e di indirizzo, per garantire che tutti i cittadini possano riconoscersi in una stessa idea di salute e negli stessi principi di coesione e giustizia sociale”.

“L’indebolimento del Ministero della Salute – aggiunge Troise – vorrebbe anche dire che la sanità non rientra tra le modifiche del titolo V e che nessuno proverà a riportare al centro l’asse della politica sanitaria per evitare di archiviare il carattere nazionale del servizio sanitario. Serve, quindi, un Ministero forte, affidato ad un ministro politico, lontano da un mondo, quale quello universitario, che è uno dei problemi della sanità, e non l’ultimo, e certo non può rappresentarne la soluzione. Curioso come il nuovo che avanza si trovi a percorrere strade già battute e che, alla fine, il solo modo che si conosca per andare avanti sia tornare indietro”.

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