Ministero Salute: Stamina, Comitato scientifico esprime parere negativo

Metodo Stamina bocciato dal Comitato scientifico chiamato a pronunciarsi sulla validità del metodo che utilizza le cellule staminali e che sarebbe efficace nella cura di varie malattie neuro degenerative. La decisione era filtrata già ieri e oggi arriva la conferma da parte del Ministero della Salute. Ha detto infatti il Ministro Beatrice Lorenzin: “Oggi abbiamo ricevuto il parere del Comitato scientifico chiamato a valutare l’avvio della sperimentazione del metodo Stamina. Sarei stata lieta di annunciare a tante famiglie che la loro speranza su questa nuova cura era fondata. Purtroppo, secondo il Comitato scientifico,  non è così: le conclusioni, assunte all’unanimità, sono negative. Fin dal primo momento ho affrontato questa vicenda con rigore, trasparenza e la massima libertà di giudizio, attuando le determinazioni assunte dal Parlamento. Studieremo attentamente le motivazioni prima di prendere le nostre decisioni. Intanto consulterò subito i capigruppo delle commissioni Affari sociali e Sanità di Camera e Senato per informare il Parlamento”.

Intanto già ieri Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation, ha annunciato un ricorso al Tar “contro un comitato scientifico di parte”, per la rinomina “di quei membri che si erano già espressi chiaramente contro il metodo Stamina”.

Da Federconsumatori arriva la richiesta di garantire ai pazienti cure sicure ed efficaci. “La decisione del Comitato di esperti, che ha bocciato il metodo Stamina, era attesa. Una scelta quasi inevitabile, sulla base della valutazioni della comunità scientifica nazionale, nonché delle pressioni della comunità scientifica internazionale – afferma Federconsumatori – Ora spetta al Ministro l’onere di dirimere la questione: dovrà fare i conti con la decisione del Parlamento di autorizzare la sperimentazione e il parere (consultivo) del comitato che, invece, ha bocciato il metodo Stamina. Non si tratta di un semplice conflitto di tipo istituzionale, ma di un vero e proprio dilemma etico professionale”. L’associazione chiede di stanziare risorse significative per la ricerca scientifica, per la realizzazione di programmi ad hoc e per la sperimentazione di farmaci e terapie che siano utili, sicure ed efficaci.

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