Morbillo, Simit: un paziente su due in ospedale

In Italia il 94% dei casi di morbillo si è avuto in pazienti che non hanno eseguito vaccinazione (88%) oppure hanno fatto una sola dose (6%). Un paziente su due è finito in ospedale: per morbillo ci sono stati circa duemila ricoveri. I dati vengono dalla Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) che ricorda quanto già denunciato da più istituzioni: l’Italia nel 2017 è stato il secondo paese europeo per diffusione del morbillo.  E si sono contati 4 decessi.

Nel 2017 in Europa il morbillo ha ucciso 30 persone e ne ha colpite 14.451, circa il 400% in più rispetto all’anno precedente, quando sono stati registrati solo 4.643 casi. I paesi dove l’epidemia si è manifestata più violentemente sono stati Romania (5560) e Italia (5004). Un numero molto alto quello italiano, pari a un terzo di tutti i casi europei, soprattutto se si considera che secondo i dati del Ministero della Salute nel 2016 erano stati soltanto 862. La Simit sottolinea l’importanza della vaccinazione e il fatto che il morbillo abbia colpito in gran parte persone che non erano vaccinate: l’88% di tutti i casi italiani del 2017 si è registrato in soggetti non vaccinati, dice la Società di malattie infettive, mentre un altro 6% in persone che hanno fatto una sola dose. Il 94% dei pazienti sono persone che dunque non si sono adeguatamente vaccinate. Un altro dato da tener presente è che ben il 44% dei malati hanno avuto un quadro clinico tale da richiedere il ricovero, per un totale di circa 2000 ricoveri.

“Nel primo mese del 2018 ci sono stati 164 casi di morbillo in Italia – dice il Prof. Massimo Andreoni, Professore Ordinario di malattie Infettive della facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli studi di Roma “Tor Vergata” –  Ben due i decessi, un 38enne e un 41enne. Il trend di mortalità è quindi molto aumentato, con un morto ogni 80 casi. Le regioni più colpite nel 2018 sono la Sicilia, Lazio, Calabria e Liguria dove si sono registrati l’80% dei casi. Il 93% di tutti i casi del nuovo anno è avvenuto in pazienti che non hanno eseguito la vaccinazione; un caso su due è finito in ospedale”.

Per i prossimi mesi ci si deve aspettare un miglioramento ma questo non significa abbassare la guardia. “Probabilmente, dobbiamo aspettarci una progressiva riduzione dei casi nel corso del 2018 – afferma Andreoni – ma siamo ancora in piena fase epidemica, quindi si consiglia ancora di vaccinarsi o di completare la vaccinazione con la dose di richiamo. L’unico vero strumento capace di proteggerci è il vaccino – conclude Andreoni – la diffusione dello scorso anno e l’aumento di mortalità ci deve far riflettere sull’importanza che questo assume. Non solo per coloro per i quali è previsto l’obbligo della vaccinazione, ma anche per i giovani adulti, per i quali è un richiamo. La causa principale dell’esplosione del morbillo, infatti, è proprio l’alto numero di persone non protette che permette una più ampia circolazione del virus. Più le persone non si vaccinano, maggiore è il rischio di registrare un aumento dei casi”.

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