Network Persone Sieropositive: una campagna di prevenzione “senza mezzi termini”

Sono 3.461 le nuove diagnosi per infezione da Hiv registrate nel 2011, 5,8 nuovi casi ogni 100.000 abitanti. Il 75% dei contagi riguarda gli uomini e il fenomeno appare trasversale in tutte le fasce d’età. Questa è la fotografia della situazione italiana sulla diffusione della sieropositività elaborata dai dati messi a disposizione dal Coe (Centro Operativo Aids). Numeri che preoccupano e che non dovrebbero appartenere ad un Paese “civile” e “sviluppato” ma che purtroppo testimoniano la scarsa attenzione data alla prevenzione dal servizio sanitario nazionale. Da qui prende le mosse la nuova campagna di sensibilizzazione sull’importanza di effettuare il test Hiv promossa da Nps (Network Persone Sieropositive) e presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa.

Il progetto di comunicazione “Senza mezzi termini” si propone di diffondere il più possibile l’idea che prevenire e accertarsi di non essere stati contagiati è di fondamentale importanza. “Fare il test deve diventare una pratica medica abituale come tante altre”, sostiene Antonella Cingolani, Dirigente medico del reparto Malattie Infettive del Policlinico Gemelli. La maggior parte dei contagi avviene per via sessuale (78,8% del totale delle segnalazioni). In particolare, 45,6% dei casi riguarda trasmissione eterosessuale e per il 33,2% l’infezione si trasmette per MSM (machi che fanno sesso con maschi). Non è un caso che la campagna sia stata avviata proprio nel periodo estivo.

L’idea, infatti, è quella di divulgare il messaggio partendo dal luogo dove in questa stagione avvengono più di frequente gli incontri: le spiagge. Un aereo con lo striscione “Vola a fare il test” sorvolerà nei weekend di luglio e agosto le coste di Puglia e Campania, mentre a Torino, dove è molto diffusa la pratica del bike sharing, lo stesso messaggio figurerà sulle bici prese in prestito. Sempre nel capoluogo piemontese, inoltre, verrà diffusa una mappa dei centri più vicini (raggiungibili in bicicletta, appunto) in cui poter effettuare l’esame in modo gratuito e totalmente anonimo. Poche regioni, per questa fase pilota del progetto, ma si spera di poter trovare presto nuove amministrazioni disponibili a collaborare.

“Sarebbe auspicabile trovare un nuovo modo per diffondere le buone pratiche sanitarie costruendo una rete di relazioni tra amministrazioni pubbliche -statali, regionali e comunali- e associazioni del terzo settore”, dichiara Chiara Scuvera, membro della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati. “I numeri dell’Hiv tendono ad aumentare sempre di più”, spiega Rosaria Iardino, Presidente Onorario dell’Associazione, e continua affermando che “nel nostro Paese non si parla di malattie sessualmente trasmissibili, non tanto per una questione di tabù ma perché manca una programmazione di interventi”. Ogni regione, in realtà, ha a sua disposizione un 5% di risorse finanziarie da investire in prevenzione, ma queste somme spesso vengono utilizzate per coprire altri buchi neri della sanità, dimenticando che prevenire la diffusione di un problema tanto grave come la sieropositività farebbe risparmiare risorse pari a circa il 15% del budget medio a disposizione.

di Elena Leoparco

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