Patto salute, TDM-Cittadinanzattiva: insoddisfacente e lontano dai bisogni

Insoddisfacente e lontano dai bisogni dei cittadini. E’ questo il commento di TDM-Cittadinanzattiva sulle anticipazioni del nuovo Patto per la Salute che, secondo l’Associazione, non somiglia neanche lontanamente a un vero “Patto”: “per esserlo realmente dovrebbe coinvolgere tutti i principali attori a partire dai cittadini e le Associazioni che li rappresentano, che invece continuano ad essere estromessi da processi decisionali cruciali per la salvaguardia del diritto alla salute e del Servizio Sanitario Nazionale e che impattano fortemente sul loro diritto alla Salute”.

“Chiediamo che si apra subito un tavolo di confronto anche con le Associazioni di cittadini e di pazienti” è l’appello di Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzatttiva, in merito ai documenti dei tavoli di lavoro del nuovo Patto per la Salute presentati ai Presidenti delle Regioni dai tecnici degli Assessorati. “Con questa modalità il risultato non poteva che essere quello che è e cioè insoddisfacente – ha aggiunto Aceti – Da una prima analisi risulta ancora al palo l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza già previsto dalla Legge di conversione del Decreto Balduzzi, con particolare riferimento alla revisione degli elenchi delle patologie croniche e rare esenti. Purtroppo ancora assenti i temi della trasparenza e della valutazione civica in sanità”.

“Si continua a parlare di raggiungimento dell’obiettivo dei 3,7 posti letto per mille abitanti per gli ospedali, ma nessun vero obiettivo viene individuato per l’assistenza territoriale, soprattutto in termini di posti letto e presa in carico per RSA, lungodegenza, riabilitazione, assistenza domiciliare integrata e servizi per persone con sofferenzq mentale, che restano la grande e vera priorità per i cittadini. Nessun intervento  sulla governance del SSN al fine di garantire a tutti i cittadini uniformità di accesso sul territorio nazionale alle prestazioni previste dai Livelli Essenziali di assistenza: cioè le stesse opportunità terapeutiche. Nessuna vera risposta – ha concluso Aceti – in termini di programmazione socio-sanitaria per le patologie croniche, che invece meriterebbero un Piano nazionale di azione specifico.”

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