Pediatri e cure primarie, il Ministero chiarisce

Fa discutere la previsione inserita nella bozza di Riordino delle Cure Primarie che affiderebbe i bambini alle cure del medico di famiglia, anche se di Medicina generale, già a partire dai 7 anni di età. Se il Ministero della Salute ha specificato che si tratta “di un documento tecnico dei Direttori degli Assessorati Regionali alla Sanità” e che l’ipotesi trapelata “non è prevista”, Cittadinanzattiva fa sapere che “dirottare i piccoli pazienti dal medico di medicina generale sarebbe un grave errore e a rimetterci sarebbero i bimbi e le loro famiglie, che si vedrebbero privati di una assistenza così preziosa e sicuramente a farne le spese sarebbe lo stesso Servizio sanitario nazionale con l’intasamento dei Pronto soccorso e il ricorso sempre più massiccio ai pediatri a pagamento”. Al contrario l’Associazione chiede che “venga rafforzata l’assistenza pediatrica, che è un pilastro delle cure territoriali, favorendo la messa in rete con gli altri attori della assistenza territoriale  e aumentando i posti a disposizione nell’area specialistica della pediatria”.

Anche il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani, nega categoricamente: “Non esiste alcun documento della Conferenza delle Regioni per il nuovo Patto per la Salute 2013-2015, e quindi non può essere considerata fondata l’ipotesi, fra le altre, relativa ad un abbassamento dell’età pediatrica, ipotesi che non è stata mai avanzata ad alcun livello”. “Le ipotesi circolate – precisa Errani – sono dunque diverse opzioni predisposte a livello tecnico ed istruttorio che non hanno avuto neanche un primo vaglio da parte degli assessori alla Salute, né tantomeno hanno rappresentato la base della discussione all’interno della Conferenza delle Regioni. Quest’ultima è la sola sede deputata alla elaborazione delle posizioni e dei documenti da sottoporre, a nome delle Regioni, al Governo”.

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