Protesi all’anca tossiche, Federconsumatori annuncia class action negli Usa

Federconsumatori annuncia una class action in America contro il colosso americano produttore delle protesi all’anca DePuy, commercializzate dal 2004 al 2010. Ad agosto 2010 è stata la ditta produttrice a ritirare volontariamente le protesi a seguito di verifiche che dimostravano un maggior numero di reinterventi di impianto rispetto ad altre tipologie di protesi. Quindi l’azienda ha inviato al Ministero della Salute la segnalazione di possibili effetti dannosi legati all’impianto della protesi.

A seguito dello scandalo delle protesi d’anca difettose, prodotte della DePuy, azienda di una nota multinazionale americana,  è stata inviata nei mesi scorsi dalla stessa azienda una lettera alle ASL italiane, informando che alcuni modelli di protesi da loro prodotte potrebbero essere dannose per i pazienti a causa del rilascio di particelle di cobalto – spiega Federconsumatori – La ditta ha così invitato le ASL a raccomandare ai cittadini degli esami di controllo e ipotizzava la necessità di una rimozione e un conseguente nuovo impianto di protesi”. Ai cittadini che hanno subito l’impianto è stato consigliato di rivolgersi al medico per controllare la provenienza degli impianti. L’informazione per un po’ ha fatto fatica a passare e i timori sui rischi legati al cobalto non si sono placati.

Federconsumatori ritiene che ci sia stata una “grave lesione del diritto alla salute” dei cittadini italiani e ha annunciato che “contro la multinazionale americana produttrice di tali protesi, al fine di far risarcire i danni ai malcapitati utenti che abbiano subito in operazione di artroprotesi, sta predisponendo una Class Action da svolgersi in America, tramite il coordinamento dei propri legali con lo Studio legale Eavens”. L’associazione annuncia che i cittadini che ritengono di aver subito un danno dall’impianto di tali protesi – il rischio è che rilascino metalli pesanti quali cromo e cobalto nel sangue – potranno rivolgersi alle strutture dell’associazione per avere informazioni sulla modalità di adesione alla Class action Americana.

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