Protesi PIP, Codacons: parte azione risarcitoria

Attraverso il Codacons 177 donne chiedono al Tar del Lazio 10 mila euro di risarcimento per lo scandalo delle protesi al seno PIP, oggetto di grande allarme negli scorsi mesi per i possibili effetti nocivi alla salute. Come si ricorderà, l’allarme è scattato in Francia alla fine dello scorso anno ed è subito rimbalzato in Italia, dove un parere urgente del Consiglio Superiore di Sanità ha evidenziato lo scorso dicembre che le protesi Pip presentano maggiori probabilità di rottura e di causare infiammazioni. È sempre sull’onda dello scandalo delle protesi che si è accelerato l’iter della legge che ha istituito il registro delle protesi al seno e il divieto di plastica al seno a fini estetici per le minorenni, legge entrata in vigore il 12 luglio.

Il Codacons, informa oggi l’associazione,  ha notificato i primi due ricorsi al Tar del Lazio in favore di 177 donne che hanno subito l’impianto delle protesi PIP, finite nell’occhio del ciclone per possibili effetti nocivi sulla salute. L’associazione ha chiesto al TAR la condanna del Ministero della Salute e del Ministero dello sviluppo economico al risarcimento di 10.000 euro in favore delle donne con protesi PIP, ai sensi dell’art. 30 del Codice di procedura amministrativa, per omissione del dovere di controllo imposto dalle leggi comunitarie e nazionali di settore.

“Quelle protesi non dovevano ottenere il marchio CE – afferma il presidente dell’associazione Carlo Rienzi – e una volta ottenuto lo stesso, non potevano circolare liberamente senza essere sottoposte in dieci anni ad alcun controllo da parte delle P.A. competenti, specie perché quella fabbrica era già stata oggetto di sanzioni da parte della FDA. Chi ha esposto ad un rischio gravissimo migliaia di donne, omettendo di svolgere un delicato compito ad essi assegnato dalla legge, ha contribuito a determinare inaccettabili sofferenze nelle pazienti che hanno subito l’impianto di protesi Pip – prosegue Rienzi – sofferenze che ora devono essere risarcite”.

Chi intenda agire per il risarcimento del danno può rivolgersi al Codacons fino al prossimo 30 settembre. Le istruzioni sul sito internet dell’associazione.

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