Risarcimenti per sangue infetto, Cittadinanzattiva: sentenza storica

“Una sentenza che fa “giustizia” in quanto riconosce a tutti i cittadini danneggiati da trasfusioni infette, emoderivati e  vaccini, il diritto alla rivalutazione Istat dell’indennità integrativa speciale, che in termini pratici rappresenta il 90% del complessivo indennizzo; un diritto che ricordiamo è stato già sancito dalla Corte Costituzionale nel 2011. Proprio per questo chiediamo che lo Stato non proponga appello alla Grande Camera della stessa Corte Europea dei diritti umani”. Così Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, commenta la decisione, non definitiva, della Corte Europea dei Diritti Umani.

“Ad oggi abbiamo cittadini danneggiati di seria A,  che percepiscono l’Indennizzo direttamente da parte del Ministero della Salute, che dal primo bimestre 2012 ha provveduto a corrispondere l’indennità integrativa speciale correttamente rivalutata. Abbiamo poi cittadini di serie B che percepiscono invece l’indennizzo da parte di alcune Regioni come Abruzzo e Veneto dove a tutt’oggi non viene corrisposta la rivalutazione, e infine cittadini di serie C di Regioni come la Calabria dove si è persino sospeso l’erogazione dell’intero indennizzo.

Una situazione che oltre ad essere eticamente inaccettabile è manifestamente incostituzionale.

Inoltre, a fronte di sentenze di condanna nei confronti del Ministero della Salute  in merito al risarcimento del danno biologico e all’’indennizzo previsto dalla Legge 210/92, lo stesso Ministero paga i cittadini con ritardi che possono raggiungere anche i 3 anni e solo a seguito di ulteriori azioni legali da parte degli stessi”.

Il Tribunale per i diritti del malato è a disposizione dei cittadini per offrire informazione, assistenza e consulenza per ripristinare lo stato di diritto. Sono già allo studio dei consulenti dell’Associazione le possibili azioni di intervento a tutela dei diritti dei cittadini.

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