Roma, chiude Centro d’educazione motoria. Cittadinanzattiva Lazio dice no

Un altro servizio sanitario da cancellare perché diventato insostenibile economicamente. Un’altra grave perdita per i cittadini e per la società. Stiamo parlando del Centro di educazione motoria della Croce Rossa, di via Ramazzini a Roma, che dovrebbe chiudere dal 1° giugno 2013. Cittadinanzattiva Lazio rivolge un appello al Presidente Zingaretti, al Sindaco Alemanno e al Presidente della CRI affinchè sia immediatamente trovata una soluzione che eviti “quella che sarebbe una irreversibile e inaccettabile sconfitta per una società solidale, civile e democratica”.
“Non è pensabile che si possa parlare di insostenibilità economica di un servizio come questo – dichiara Roberto Crea, Segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio – questi servizi devono essere sostenibili sempre, tagliando dove non serve e dove ci sono sprechi, e ce ne sono tanti. Non si può pensare che possano essere in pareggio o generare profitto. Sono quarant’anni che è aperto e che assiste disabili gravi, adesso diventa insostenibile? Cosa è successo? Perchè la situazione finanziaria della CRI è arrivata a questo punto? Alla fine sono sempre i malati e le famiglie che devono pagare le conseguenze di situazioni arrivate al collasso? Si pensa che organizzare il trasporto alle ASL di competenza di persone che vivono in quella struttura serva a “evitare l’insorgere di ulteriori disagi”?
“E’ davvero ora di finirla di intervenire con minacce e annunci di chiusura o interventi davvero – questi sì – insostenibili come quello che stava per portare alla chiusura del centro Peter Pan a causa di un vergognoso aumento dell’affitto – aggiunge Crea – Ci sono priorità nelle scelte da fare e chiediamo ai a chi può decidere il destino di questa fondamentale struttura di assumersi la responsabilità di tenerla aperta a qualsiasi costo”. Cittadinanzattiva Lazio è al fianco di tutte le famiglie interessate da questa sconcertante e inaccettabile decisione e chiede senso di responsabilità, sensibilità umana e competenza professionale per uscirne in modo civile e senza lesione di diritti fondamentali.

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