Salute e taglio ai fondi, protestano i malati di Sla

Rispetto della Costituzione, che garantisce il diritto alle cure. È quanto chiedono i malati di Sla, che da stamattina stanno protestando davanti al Ministero dell’Economia e si dicono pronti a lasciarsi morire se non si interverrà contro i tagli dei fondi all’assistenza. A quanto si apprende dalle agenzie, è appena iniziato l’incontro fra una delegazione di malati di Sla e il sottosegretario Gianfranco Polillo. E a fine riunione, è arrivata la notizia che il governo si è impegnato a portare il fondo a 400 milioni di euro. Da qui l’invito ai malati a riprendere l’alimentazione.Sono stati ricevuti il segretario del Comitato 16 novembre Salvatore Usala, la vicepresidente Mariangela Lamanna, Luca Pulino, malato della provincia di Viterbo costretto a muoversi in barella e i loro familiari. All’incontro partecipa anche il senatore Ignazio Marino, presidente della commissione parlamentare sull’efficienza del Ssn.

La protesta è drammatica e riguarda i tagli ai fondi per l’assistenza. Alcuni malati hanno annunciato di essere pronti a lasciarsi morire, non attaccando le batterie di riserva, se non si porrà un freno al taglio delle risorse e se non si interverrà per rifinanziare adeguatamente il fondo per la non autosufficienza, indispensabile per le famiglie dei malati, alcune delle quali non hanno neanche la possibilità di pagare la bolletta elettrica. I malati chiedono inoltre più fondi per l’assistenza domiciliare.

Al sit in ha preso parte anche la copresidente dell’associazione Luca Coscioni Mina Welby, che afferma: “Vorrei convincervi di dare fiducia al lavoro che si sta facendo sul ripristino dei Livelli Essenziali di Assistenza. Il dialogo tra il Ministro alla Salute Renato Balduzzi con l’on. Maria Antonietta Farina Coscioni, Presidente onoraria dell’Associazione Luca Coscioni, dopo i suoi 20 giorni di digiuno gandhiano di convinzione e aiuto al lavoro per ottenere il ripristino dei LEA, ha avuto il risultato che il Min. Balduzzi ha assicurato che i LEA saranno ripristinati il 31 dicembre prossimo. Saranno la garanzia di una assistenza continua, sotto il controllo della Conferenza Stato – Regioni”.

“Per questo motivo – ha aggiunto Mina Welby – chiedo al Comitato 16 Novembre e a tutte le Associazioni dei malati, se questo risultato non meriti un forte atto di fiducia di voi tutti, per dare serenità nel lavoro alla giusta valutazione delle vostre richieste. Vi chiedo anche di rivolgervi con le richieste di assistenza autogestita alle Regioni latitanti nel fornire questi servizi dovuti per la legge sulla vita indipendente 162/98 e che tutte le regioni d’Italia hanno fatto propria con delibere o leggi regionali. Sta anche a loro la collaborazione con il Governo centrale e trovare proprie risorse per sostenere un diritto costituzionale dei singoli e delle famiglie”.

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