Sanità nel Lazio: a rischio il Centro unico prenotazioni Re.cup

Sanità nel Lazio: c’è il rischio che si blocchi il servizio Re.cup, il numero verde gratuito (803333) del Centro unico prenotazioni regionali col quale si prenotano visite ed esami diagnostici nelle strutture sanitarie regionali, usato ogni giorno da ventimila cittadini. I lavoratori sono in stato di agitazione e si dichiarano pronti a bloccare il servizio.

“E’ stata inviata una lettera al Prefetto nella quale si annuncia lo stato di agitazione dei lavoratori Capodarco, cooperativa sociale integrata che gestisce la commessa Re.cup – annuncia il segretario provinciale della Uil Fpl di Roma Paolo Dominici – A Dicembre avevamo anticipato la possibilità che 2200 lavoratori potessero rimanere senza stipendio per il mese di Gennaio; purtroppo i fatti ci stanno dando ragione.  Ancora una volta, a causa di una Istituzione inadempiente che non paga la commessa Re.cup da oltre un anno, si mettono in ginocchio migliaia di lavoratori. A tutt’oggi, ci risulta che non sono stati perfezionati gli atti per assicurare il finanziamento dell’attività Re.cup per l’anno 2012. In parole povere è impossibile da parte della Lait s.p.a.  procedere al pagamento di qualsiasi attività relativa al servizio”.

Molti lavoratori sono già stremati da un anno di cassa integrazione e dalla recente decurtazione del 10% dello stipendio causata appunto dai ritardi e dai tagli alle commesse e, prosegue l’esponente sindacale, “ richiedono a gran voce azioni eclatanti a partire dall’interruzione del servizio. Sino ad oggi ciò non è avvenuto per senso di responsabilità degli stessi, molti dei quali con disabilità, consapevoli del fatto che gli unici a rimetterci sarebbero i cittadini”.

Un commento a “Sanità nel Lazio: a rischio il Centro unico prenotazioni Re.cup”

  1. Questa è la gestione della Regione Lazio della beneamata Polverini che si lascia…derubare da Fiorito e lascia col culo per terra il CUP e chissà quanti altri ed ha pure IL CORAGGIO DI RICANDIDARSI ma mandatela a dormire sotto i ponti del Tevere che lì è il suo posto