Acquisti in sanità più trasparenti: Cittadinanzattiva lancia “La gara che vorrei”

Rendere i processi di acquisto in sanità più vicini ai bisogni delle persone, garantendo qualità-innovazione-personalizzazione dei beni/servizi e riducendo gli sprechi. Con queste intenzioni, è stata presentata oggi da Cittadinanzattiva, attraverso le sue reti del Tribunale per i diritti del malato e del Coordinamento nazionale delle Associazioni dei malati cronici, la Raccomandazione civica “La gara che vorrei”.

In base ai dati del XIX Rapporto Pit Salute 2016, il 47,6% dei cittadini lamenta tempi di attesa troppo lunghi per quanto riguarda l’assistenza protesica e integrativa; forniture insufficienti e costi troppo alti per il 26,2% e scarsa qualità dei prodotti per il 26,2%.

Inoltre, dall’indagine civica sulla spending review in sanità e impatto sui cittadini, realizzata da Cittadinanzattiva, emerge una forte riduzione della qualità dei servizi (72 %) e un aumento rischi per la sicurezza (61,7%) che diventano quindi le principali problematicità del Sistema Sanitario. I tagli alla sanità messi in campo rendono difficile o addirittura impossibile per i professionisti la scelta del dispositivo maggiormente idoneo, ovvero l’appropriatezza. Inoltre insistono problemi rilevanti per ciò che riguarda la qualità del dispositivo erogato e difficoltà nell’approvvigionamento.

“Nei processi di centralizzazione degli acquisti in sanità la sfida che attende tutti gli attori del SSN è quella di garantire di più e meglio, rispetto a quanto fatto sinora, il perfetto equilibrio tra l’esigenza di tutelare i diritti del malato come quelli all’accesso, alla qualità, alla sicurezza, all’innovazione e alla personalizzazione, e nello stesso modo in tutte le Regioni, con la necessità di utilizzare al meglio le risorse economiche disponibili, ridurre le inefficienze e garantire così conti in ordine, nonché aumentare il grado di trasparenza delle procedure e prevenire fenomeni corruttivi”, commenta Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva.

Questi obiettivi possono essere raggiunti se si coinvolgono nei processi di acquisto tutte le “competenze necessarie”, vale a dire i cittadini/pazienti, i professionisti della sanità e tutti gli altri stakeholder del SSN, che possono e devono mettere a disposizione delle Istituzioni le proprie competenze, evidenze e informazioni sui bisogni. Ma è necessario anche innovare le attuali modalità di valutazione dei processi di acquisto affiancando alla misurazione prettamente economica, sistemi in grado di valutare soprattutto la qualità dell’assistenza erogata e gli esiti di salute prodotti”.

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