Europ Assistance: italiani meno soddisfatti della propria qualità della vita

Se gli americani hanno affermato che la loro qualità della vita è eccellente, diverso il giudizio degli italiani che in Europa sono i meno soddisfatti. E’ quanto emerge dalla sesta edizione del “Barometro Cercle Santé – Europ Assistance”, che fotografa la percezione che europei e americani hanno del proprio sistema sanitario. Cosa è essenziale per il benessere’ Gli italiani non hanno dubbi e nel 95% dei casi considera la salute all’apice di tutte le possibili risposte. Segue, con il 55% delle risposte “avere una famiglia” e con il 45% “l’indipendenza economica”. Tra i Paesi intervistati, americani ed europei, il progresso nella medicina è considerato il fattore guida alla base del miglioramento del benessere negli ultimi decenni. I più convinti sono gli italiani (100%) mentre gli unici in disaccordo sono i polacchi, per cui il progresso medico è posizionato al secondo posto (53%) dopo la diffusione di internet che è invece in prima posizione.

Tra le ragioni del miglioramento del benessere l’importanza di internet è in seconda posizione per l’Italia con il 39%, così come per gli Stati Uniti (51%), mentre è il 37% degli europei ad averlo citato ma con alcune discrepanze tra i Paesi coinvolti. La qualità del cibo e l’aumento dell’aspettativa di vita sono rispettivamente al terzo (33%) e al quarto posto (31%) per gli italiani e al terzo posto a pari merito sia in Europa (32%) sia negli Stati Uniti (33%).

L’utilizzo di internet per avere informazioni sulla salute e la sanità è, infine, divenuto ormai comune per la maggior parte delle categorie demografiche, nonostante in molti Paesi sia più comune tra i giovani (18-35 anni) e i residenti in grandi città. In Italia è il 52% delle persone a citare internet a dimostrazione di un rilevante incremento dell’utilizzo del mezzo se si pensa che nel 2006 era solo il 36%.

D’altronde ricorrere alla rete per soddisfare le domande nel settore della salute è anche un modo per ‘curarsi risparmiando’: la crisi economica e finanziaria, infatti, ha contratto – di molto – anche i budget familiari destinati alle cure mediche: in Italia, il 27% degli intervistati afferma di aver posticipato o cancellato le cure mediche negli ultimi anni, con un incremento di 8 punti percentuali rispetto ai risultati del 2011; le cure mediche rimandate o cancellate includono, tra le altre, le cure mediche in corso (12%), i trattamenti sanitari più “pesanti” (9%), le cure dentistiche (8%) e l’acquisto di medicinali prescritti (4%). E quando si parla di assistenza agli anziani i giudizi diventano ancora più negativi: con un punteggio di 2.9 su 10, gli italiani esprimono un giudizio negativo sulla qualità delle cure per gli anziani e le persone non autosufficienti.

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