Case di cura, Altroconsumo: liste d’attesa e costi proibitivi

Criteri d’accesso e rette troppo alte. Sono questi i punti deboli delle case di riposo italiane almeno stando a quanto rivela un’indagine di Altroconsumo. Il primo passo è quello della scelta. Per entrare, però, scegliere non basta. Molti degliintervistati (63%), infatti, hanno dovuto inserire il proprio familiare in una lista d’attesa. I criteri in base ai quali si decide l’accesso agli istituti sono principalmente due: l’ordine di presentazione della richiesta (51%) e le condizioni di salute del paziente (39%). Il 35% delle persone intervistate giudica insufficiente la trasparenza nei criteri di accesso alla casa di riposo.Sul fronte dei costi, gli intervistati da Altroconsumo attraverso la compilazione di un questionario, rivelano cheil costo medio della retta base mensile (che nella maggior parte dei casi include cibo, consumo di elettricità e consulti del medico generico) è di 1.620 euro. Alla cifra si arriva seguendo due criteri: è uguale per tutti nel 48% dei casi; nel 36% invece la differenza è determinata dall’autosufficienza o meno dell’ospite. Si alza per gli anziani bisognosi di più assistenza. In Italia solo il 16% dei pazienti riceve un aiuto finanziario da parte delle istituzioni per il pagamento della retta . Nel 69% dei casi le spese per l’istituto superano le entrate dell’anziano.

A cosa si riferisce Altroconsumo quando parla di case di riposo? Nella categoria case di riposo rientrano diversi istituti e le differenze riguardano due aspetti importanti: il genere di assistenza e la divisione delle spese. Gli anziani non autosufficienti aumentano e le vecchie case di riposo si stanno trasformando sempre di più in Rsa (residenze sanitarie assistenziali). Non si tratta di strutture ospedaliere a tutti gli effetti, ma chi necessita di specifiche cure trova in questi istituti una diversificata assistenza medica. Gli anziani parzialmente autosufficienti, invece, possono trovare assistenza anche in una classica casa di riposo. Queste strutture possono essere pubbliche, convenzionate (le spese sono in parte a carico del Servizio sanitario nazionale e in parte a carico dell’utente o del Comune) o private (a pagare è il paziente).

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