Caso Avastin, Asso-Consum al Ministero Salute: equiparare prezzo del Lucentis

Rimane all’ordine del giorno il caso Avastin-Lucentis. C’è stata la maxi multa dell’Antitrust contro Roche e Novartis che hanno fatto cartello sul farmaco più costoso, il Lucentis, ci sono state le diverse prese di posizione dell’Aifa – che per la Commissione europea ha agito “nel rispetto delle regole e nell’interesse dei pazienti” – e ci sono le mobilitazioni delle associazioni di consumatori, che chiedono chiarezza. Fra queste Asso-Consum, che chiede al Ministero della Salute di attuare i provvedimenti necessari affinché il prezzo del Lucentis venga equiparato a quello dell’Avastin.

L’associazione di consumatori è infatti preoccupata dei possibili danni che tutta la vicenda ha creato, e sta creando, ai malati di maculopatia degenerativa senile, la patologia oculare per la quale vengono usati i due farmaci. Come afferma in una nota il segretario generale Ciro Monaco, “la preoccupazione è rivolta principalmente al possibile vuoto terapeutico che potrebbe profilarsi a causa dei costi ingenti del Lucentis (attualmente l’unico farmaco utilizzabile per la cura della maculopatia), che andranno a carico del Sistema Sanitario Nazionale, e quindi regionale, per essere infine sopportati dai cittadini-consumatori”.

Da qui una serie di domande che l’associazione si pone. “Visti gli ingenti costi del Lucentis, rispetto al precedente trattamento (Avastin) che come recentemente comunicato dall’Aifa resta l’unico farmaco utilizzabile per la cura della maculopatia,  sarà assicurata la prestazione sanitaria a tutti i pazienti? In maniera continuativa?” Altro quesito è se il Sistema Sanitario Nazionale e quello regionale siano in grado di garantire la copertura economica per gli interventi. C’è poi il tema legato al ruolo svolto dall’Agenzia del farmaco: “Ci si chiede perché l’Aifa sostenga nel suo comunicato n. 353 del 7 marzo 2014 che la farmacosorveglianza su Avastin non sia attendibile e accusi esplicitamente i medici prescrittori di Avastin di aver volutamente omesso di segnalare negli appositi registri le reazioni avverse di tale farmaco – scrive Asso-Consum – È vera questa gravissima affermazione? Di che cosa si devono preoccupare i pazienti che hanno utilizzato l’Avastin per la cura della maculopatia? E perché l’Ordine dei Medici a seguito del comunicato stampa dell’Aifa, che di fatto ha sconfessato la farmacovigilanza sugli effetti collaterali dell’Avastin, non ha preso alcuna posizione per difendere il proprio operato e l’onorabilità della propria categoria?”.

L’associazione chiede dunque che “il Ministero della Salute ponga in essere i provvedimenti necessari affinché il prezzo del Lucentis venga equiparato a quello dell’Avastin. Inoltre, tenuto conto del danno erariale e del dubbio comportamento tenuto dalle due multinazionali,  chiede all’Aifa, in deroga alle vigenti disposizioni sulle coperture brevettuali, la possibilità di inserire Avastin e Lucentis nella lista di trasparenza, ovvero di “genericarli”, per assicurare una sana concorrenza sul prezzo a beneficio dei consumatori”.

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