Caso Avastin, si attivano Ministero Salute e Consumatori

Continua a far discutere, e non potrebbe essere altrimenti, la maximulta decisa dall’Autorità Antitrust nei confronti delle società farmaceutiche Roche e Novartis per un’intesa restrittiva della concorrenza e per aver fatto un cartello che ha condizionato le vendite di Avastin e Lucentis, i due principali prodotti per la cura della vista: l’accordo illecito ha ostacolato la diffusione dell’uso di Avastin (farmaco più economico), nella cura della più diffusa patologia della vista tra gli anziani e di altre gravi malattie oculistiche, a vantaggio di Lucentis (quasi 50 volte più costoso). Alla luce delle segnalazioni ricevute dalla Società Oftalmologica Italiana (SOI) e dai rappresentanti degli operatori sanitari del settore, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin “ha disposto ulteriori verifiche in ordine agli effetti del farmaco Avastin sui pazienti in trattamento ed ha già investito della questione il Consiglio Superiore di Sanità, massimo organo di consulenza tecnico-scientifica del Ministro della salute”. Nel frattempo si stanno mobilitando anche le associazioni dei consumatori.

Dopo la sanzione, sono arrivate alcune precisazioni da parte del Ministero: come comunicato dal Ministro agli organi parlamentari, si legge in una nota stampa, “il farmaco Avastin, avente un’efficacia terapeutica considerata equivalente per le patologie dell’occhio al farmaco Lucentis, è stato escluso dall’elenco dei farmaci rimborsabili dal SSN in seguito alla decisione dell’Agenzia Italiana del Farmaco in data 18 ottobre 2012, adottata anche sulla base di elementi di valutazione forniti dall’Agenzia europea EMA. Tale decisione, secondo quanto riferito dall’AIFA, è stata adottata a tutela dei pazienti, sulla base di evidenze di possibili rischi per la salute dei pazienti trattati con Avastin. Il Ministro Lorenzin, dopo aver attivato specifica istruttoria con AIFA per acquisire compiuti elementi in ordine alla vicenda Avastin ed aver ricevuto da quest’ultima una relazione contenente, tra l’altro, l’indicazione dei rischi cui i pazienti sarebbero stati esposti in caso di trattamento con Avastin, intendendo approfondire ulteriormente la vicenda ha richiesto un approfondimento istruttorio con particolare riguardo alla tipologia ed al contenuto specifico dei dati raccolti e posti a sostegno della decisione dell’AIFA”.

Da qui la decisione di chiedere ulteriori verifiche sugli effetti di Avastin al Consiglio Superiore di Sanità, al quale il Ministro ha chiesto di accertare in tempi rapidi, anche sulla base dei dati relativi ai pazienti trattati con Avastin in altri paesi, se sussistano effettivi rischi per i pazienti e se si rinvengano obiettivi elementi da segnalare all’AIFA. Il  Ministro ha inoltre chiesto di formulare eventuali proposte di modifica della normativa settoriale vigente. “Intendo pertanto ringraziare – dichiara il Ministro Lorenzin – i colleghi parlamentari di maggioranza e di opposizione che, con i loro atti di sindacato ispettivo hanno portato alla mia attenzione il caso Avastin–Lucentis, nonché i rappresentanti dei pazienti e degli operatori sanitari del settore, rassicurandoli che continuerò a fare tutto quanto nelle mie prerogative di Ministro della salute affinché si faccia completa luce sulla vicenda e vengano adottate dagli Enti preposti le decisioni più idonee a tutela della salute dei pazienti”.

Cittadinanzattiva sottolinea che è necessaria una maggiore trasparenza sulla valutazione e sulla rimborsabilità dei farmaci. Commenta Tonino Aceti, coordinatore del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva: “La decisione dell’Antitrust, se fosse confermata in tutti i suoi contenuti dopo i vari  gradi di giudizio, mostrerebbe una situazione di gravità estrema, perché sarebbero state illecitamente sottratte risorse importanti al nostro SSN, che invece avrebbero potuto essere utilizzate per garantire riduzione dei ticket, dei costi privati, innovazione e continuità delle cure. Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato vigilerà sul prosieguo della situazione, e ha attivato i suoi consulenti per tutelare in tutte le forme possibili i diritti dei cittadini e il Servizio sanitario pubblico. Molti pazienti avrebbero invece necessità di accedere a terapie innovative, possibilità troppo speso preclusa dalle risorse limitate, dal peso economico importante, e dai costi elevati. Tutta questa situazione evidenzia ancora una volta la necessità di maggiore trasparenza, anche attraverso il coinvolgimento delle associazioni di tutela dei cittadini e dei pazienti all’interno dei processi di valutazione e rimborsabilità dei farmaci nel nostro Paese”.

Federconsumatori, da parte sua, ha incaricato un pool di avvocati di procedere legalmente e non esclude un’azione risarcitoria. “L’esemplare sanzione dell’Antitrust ha messo in luce una clamorosa violazione alla normativa sulla concorrenza, con pesanti ripercussioni sul diritto alla salute di circa un milione di cittadini del nostro Paese che sono stati costretti, per curarsi e scongiurare la cecità, a spendere per un prodotto anche meno efficace, il Lucentis, una somma dieci volte maggiore rispetto all’Avastin, con un gravissimo danno non solo per il Servizio Sanitario Nazionale (si stima pari a 45 milioni di Euro solo nel 2012), ma anche per i cittadini stessi”, spiega l’associazione, che sta esaminando la possibilità di avviare un’azione risarcitoria che potrebbe comprendere anche “una grande class action”. Per quanto riguarda l’impugnativa avanti al TAR da parte della case farmaceutiche del provvedimento dell’Antitrust, aggiunge Federconsumatori, “intendiamo intervenire a sostegno della disposizione dell’Autorità” chiedendo la conferma del provvedimento. L’associazione inoltre “sia in proprio, che per i cittadini danneggiati intende costituirsi parte civile nell’eventuale processo penale che dovesse scaturire dall’indagine dell’Autorità Giudiziaria in corso sia a Torino che a Roma”.

Altroconsumo, invece, ha inviato oggi un esposto alla Procura di Roma e di Torino e un esposto alla Corte dei Conti perché sia fatta chiarezza sulle responsabilità amministrative e penali che hanno provocato l’aumento di spesa a carico del Servizio Sanitario Nazionale pari almeno a 45 milioni di euro – cifra per il solo 2012. Inoltre, con una petizione rivolta al Presidente del Consiglio Matteo Renzi su www.altroconsumo.it l’organizzazione chiede oggi al Governo di fare tutto il possibile per recuperare i soldi sottratti, danaro di tutti i contribuenti Italiani che dovrà essere restituito sotto forma di progetti concreti e monitorabili per una gestione della sanità più efficiente.

Le tre proposte di Altroconsumo che i consumatori possono sottoscrivere:

  • Ticket più bassi su farmaci e prestazioni.
  • Dentista pubblico, ovvero servizio pubblico a tariffe calmierate per le cure odontoiatriche
  • Più aiuti per gli anziani, con forme di sostegno come cure domiciliari, case di riposo.

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