Decessi dopo trasfusioni, ispezioni del Ministero in Ospedali di Grosseto e Orbetello

Le ultime notizie sui casi di malasanità hanno indotto il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ad avviare un’ indagine ispettiva per chiarire le cause che hanno portato alla morte di una diciassettenne all’ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello. L’ispezione verificherà se sono state rispettate tutte le procedure previste per assicurare agli assistiti i livelli di qualità e di sicurezza previsti. Il Ministro aveva già avviato un’analoga indagine per accertare presso l’Ospedale di Grosseto l’esistenza di specifiche ed adeguate  procedure finalizzate ad evitare il verificarsi di errori nelle trasfusioni di sangue (in seguito al decesso dell’uomo di 76 anni che non necessitava di trasfusione).

“Quattro errori trasfusionali gravi nell’ambito del Servizio sanitario regionale della Toscana, in tre anni, di cui l’ultimo – domenica scorsa (25 agosto 2013) – quello avvenuto nell’ospedale Misericordia di Grosseto – si legge in una nota del Tribunale dei diritti del malato – I precedenti, nell’ordine, si erano verificati: il primo, al policlinico Le Scotte di Siena (luglio 2011); il secondo, al policlinico Careggi di Firenze (luglio 2012) ed il terzo all’ospedale Versilia di Lido di Camaiore (LU). Sacche sbagliate o persone sbagliate, con esiti – in tre casi su quattro – mortali.

“Non fa parte dei nostri principi ispiratori e del nostro stile, come associazione di tutela e promozione dei diritti, indulgere ad atteggiamenti allarmistici e riteniamo quindi che abbia fatto bene l’Assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana ad usare toni rassicuranti. Niente allarmismo, quindi, ma nemmeno sottovalutazione di fatti molto gravi e di eventi sentinella, che hanno visto un incremento della loro frequenza. Occorre allora che, mentre l’Azienda USL di Grosseto e la Procura della Repubblica di quella città svolgeranno le indagini di rispettiva competenza, allo scopo di individuare le responsabilità, la Regione Toscana coinvolga, sia il Centro di Gestione del Rischio Clinico, sia il Centro di Riferimento Regionale sulle Criticità Relazionali, per approfondire i fattori strutturali, organizzativo/funzionali, procedurali e relazionali, a causa dei quali si sono registrati gli incidenti. E da questi approfondimenti, non possono non derivare anche proposte per prevenire gli sbagli – come, ad esempio, con la prescrizione obbligatoria del braccialetto identificativo – o riconoscerli quanto più precocemente possibile, e ponendo l’attenzione dovuta alle condizioni di lavoro degli operatori sanitari”.

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