Liberi Farmacisti: no al numero chiuso per Farmacia

“E’ davvero incredibile come in un momento storico come quello che l’Italia sta vivendo, ove le iscrizioni universitarie diminuiscono di anno in anno, ci sia qualcuno che per proteggere i propri privilegi pensi di limitare il diritto allo studio”. Con queste parole il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti ribadisce la propria opposizione a qualsiasi ipotesi di numero chiuso o programmato per accedere alla facoltà di Farmacia.

Scrive inoltre il Movimento: “In questi ultimi decenni scelte opinabili e poco lungimiranti hanno fatto sì che il farmacista italiano abbia rinunciato a numerose opportunità, malgrado un percorso di studi multidisciplinare.  La politica incentrata esclusivamente sulla farmacia ci ha fatto perdere ruoli nell’insegnamento, nella ricerca, nei profili lavorativi legati a biologia, farmacologia et altro. Responsabile di questa situazione  è la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. Invece di recuperare un quadro occupazionale monotematico ove anche le eccellenze sono costrette a rinunciare alle proprie aspirazioni, i vertici istituzionali della categoria non hanno altro di meglio da fare che creare ulteriori “riserve indiane” e, in maniera del tutto ingiustificata dai numeri, sostengono un disegno di chiusura degli accessi all’università che assume aspetti immorali se riferiti  ad una delle professioni più chiuse nel panorama italiano. La casta prova a rafforzare il proprio fortino impedendone l’accesso”.

Per il Movimento, “il vero motivo per cui oggi si propone di programmare in maniera stringente l’accesso alla facoltà di farmacia non è legato ai livelli occupazionali, ove per altro contratti a tempo determinato, stages e pseudo contratti di formazione la fanno da padrone, ma solo alla paura che un domani ormai prossimo il numero dei “competitors”  possa essere tale da non arginare più la richiesta di libero esercizio della professione”.

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