Liste d’attesa Lazio, Cittadinanzattiva: ancora molto da fare

Dopo 3 anni il Lazio recepisce il piano di governo delle liste d’attesa 2010-2012 emanato dalla Regione Lazio. A darne notizia è il Tribunale dei Diritti del Malato di Cittadinanzattiva che afferma “sebbene rappresenta un significativo passo avanti rispetto al passato, ad una attenta lettura, appare chiaro che non basta e mette in evidenza elementi che inducono a più di una perplessità”.

L’Associazione si riferisce, ad esempio, al fatto che  in alcune parti del documento della Regione Lazio i tempi-obiettivo sono troppo lunghi, non verificabili e mancano sanzioni chiare e tracciabili in caso di mancato rispetto di quanto previsto; inoltre riteniamo che non  venga affrontato compiutamente il tema dell’intramoenia e dell’utilizzo delle strutture, ma non è tutto.

Ma non solo. Alcune scelte strategiche sono delegate alle singole Aziende Sanitarie senza un indirizzo omogeneo (ruolo per altro proprio della Regione) e questo rappresenta una scelta non condivisibile che mette a rischio, secondo Cittadinanzattiva, l’impianto generale e il raggiungimento dei risultati.

Inoltre non vengono presi in considerazione temi come quelli dell’organizzazione degli uffici delle Aziende che genera liste di attesa perfino al momento del pagamento del ticket. Insomma, c’è molto spazio per miglioramenti del decreto.

Mancano, infine, le modalità di coinvolgimento delle associazioni di tutela dei malati e dei cittadini nelle varie fasi di monitoraggio e pianificazione, come è mancato il nostro coinvolgimento nella fase di elaborazione di questo piano, cosa che riteniamo profondamente sbagliata nel metodo. Nessuno ha chiesto cosa ne pensavamo e quali criticità avremmo potuto individuare. Molte delle critiche che abbiamo preparato sarebbero probabilmente state evitate e il decreto potrebbe essere stato potenzialmente più efficace.

Cittadinanzattiva chiede, pertanto, all’amministrazione regionale uno sforzo maggiore per l’implementazione di un piano che dovrebbe entrare in vigore a brevissimo e che, così come è impostato in alcuni punti chiave, rischia di non portare i significativi miglioramenti che i cittadini si aspettano.

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