Metodo Stamina, Federconsumatori: obiettivo deve essere tutela della salute

Continuano le sentenze con le quali i giudici autorizzano, di volta in volta, il trattamento con le cellule staminali praticato dal prof. Davide Vannoni. Il problema è che, in mancanza di un’indicazione univoca da parte delle istituzioni preposte (Ministero della Salute, Aifa e Iss), le decisioni si differenziano da paziente a paziente. Capita, quindi, che mentre si autorizza il trattamento ad neonato di 26 mesi (la notizia è dei gironi scorsi) lo si nega ad un altro piccolo paziente. E così via. A questo punto è necessario risolvere i conflitti e le contraddizioni tra le diverse istituzioni responsabili e la comunità scientifica. “Conflitti che recano danno in primo luogo al cittadino malato, che da un lato vede negato il proprio diritto alla salute, dall’altro non è sufficientemente informato circa i rischi, le responsabilità, gli interessi di parte, i doveri e gli obblighi delle istituzioni” commenta oggi Federconsumatori secondo cui l’obiettivo di tutti dovrebbe essere quello di “proteggere le famiglie dei malati, che si trovano in una condizione di particolare debolezza e vulnerabilità: queste ultime non possono essere lasciate in balia di cure miracolose e false speranze”.

Ad onor del vero, nei giorni scorsi il ministro Renato Balduzzi è intervenuto nella vicenda chiedendo a “Stamina di rendere accessibili e trasparenti i suoi protocolli, di permettere che vengano verificati e sperimentati in condizioni di sicurezza, di condividere i risultati finora ottenuti con la comunità scientifica. Finora questo Stamina non lo ha fatto, ma la possibilità c’è”.

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