Pronto Soccorso S. Camillo Roma, personale in agitazione. Ass. Dossetti: compromesso diritto alla salute

Il 30 dicembre scorso il personale del pronto soccorso dell’ospedale S.Camillo di Roma ha proclamato lo stato di agitazione per il “carico di lavoro enorme in assenza di un adeguato confort alberghiero”. Scopo della mobilitazione è difendere le “vittime” – come ha  sottolineato in una nota del delegato sindacale della Rsu dell’ospedale – ovvero i “pazienti in attesa di un posto letto che stazionano su una barella fatiscente, senza sbarre e carrozzine e che non garantiscono la sicurezza e la dignita’ personale del malato per giorni interi”.

“La situazione dei Pronto Soccorso degli ospedali della Capitale rischia  di andare fuori controllo con gravi ripercussioni sul  diritto alla salute dei romani” ha dichiarato il Responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo  dei Diritti, Corrado Stillo. Secondo un recente monitoraggio effettuato proprio dall’Associazione, in diverse strutture di Pronto Soccorso di Roma sono emersi i problemi ora denunciati dallo stato d’agitazione: carico di lavoro per medici ed infermieri insopportabile, anticamera  dei malati in barelle in attesa della ricerca di un posto letto che arriva spesso dopo giorni,mancanza di sicurezza nelle  ore notturne, insufficienza delle barelle con sostituzione impropria delle lettighe dei mezzi dell’ARES. Il tema della dignità del malato e dei suoi familiari non viene per niente preso in esame dai vertici della Regione Lazio, più preoccupati di mantenere i loro privilegi che garantire la tutela dei diritti dei cittadini. Invitiamo i responsabili della sanità laziale ad occuparsi con urgenza e sollecitudine  di una situazione esplosiva quale quella dei Pronto Soccorso, aprendo da subito un tavolo di confronto e di proposte  con i rappresentanti delle organizzazioni dei cittadini, dei sindacati degli operatori medici e non medici.

“Chiediamo interventi immediati come il potenziamento del personale a tutela dei malati ma anche degli operatori stessi che sono sottoposti a turni di stress” ha detto, invece, Giuseppe Scaramuzza, segretario regionale di Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato, che ha anche avanzato una proposta: “da qualche settimana è stato chiuso parzialmente il Pronto soccorso del S.Eugenio per ristrutturazione. Il personale di quel nosocomio dovrebbe andare a supportare le situazioni più in crisi come il S. Camillo. E’ urgente che venga presa una decisione in merito”.

Ma non è solo il Pronto Soccorso a creare problemi. Secondo quanto rende noto l’Associazione Malati di reni “da ieri il turno notturno (unico pubblico a Roma) di emodialisi attivo presso l’Unità Operativa di nefrologia e dialisi dell’ospedale S. Camillo-Forlanini è stato chiuso e le persone in terapia coinvolte nella vicenda, sono state ricollocate all’interno di altri turni di dialisi attivi e per consentire la completa riorganizzazione della propria vita, è stato istituito un turno pomeridiano temporaneo per le ultime 3 persone con problemi non ancora risolti”.

 

 

 

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