Residenze Sanitarie Assistenziali, Senato apre indagine conoscitiva

Sulla scia del caso della mega evasione fiscale (di 14 milioni di euro) di Villa Tuscolana, una famosa clinica romana, la Commissione d’inchiesta sull’efficacia e efficienza del servizio sanitario nazionale del Senato ha aperto un’indagine conoscitiva sulle residenze sanitarie assistenziali.

La senatrice Radicale Donatella Poretti ha sottolineato come siano sempre più numerosi i casi drammatici di abbandono e maltrattamenti di anziani non autosufficienti, ricoverati in strutture di assistenza definite “ospizi-lager”. Segnalazioni che impongono il dovere di aprire una indagine per conoscere la realtà delle strutture socio sanitarie per il ricovero e l’assistenza agli anziani, per verificare l’appropriatezza delle cure e dell’assistenza a persone non autosufficienti.

Poretti ha anche parlato di un doppio binario di assistenza sanitaria e sociale, che in alcuni casi crea un’ambiguità di fondo sui diritti delle persone assistite e le prestazioni dovute. “Se il Ssn da diritto a prestazioni gratuite, i servizi sociali devono invece rispettare dei canoni di reddito perché si possa usufruire di alcune assistenze. A questo si aggiunge che sono normative comunali e locali a creare situazioni differenti. Complicano, inoltre, il quadro le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato sulla spettanza delle rette”. Accanto a strutture legali, accreditate e autorizzate, esistono poi strutture illegali.

Tra le iniziative da attuare, fondamentale sarà acquisire informazioni sia con audizioni mirate che con sopralluoghi da realizzarsi anche a sorpresa, prevedendo anche di raccogliere materiale video e fotografico, in caso risulti necessario, nell’ambito dei poteri della Commissione come previsti dall’articolo 82 della Costituzione. La commissione ha deciso di audire Auser, il generale dei Nas Picirillo e l’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc).

Sono cose che non vorremmo mai sentire – ha commentato Giuseppe Scaramuzza, segretario regionale di Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato in merito al caso di Villa Tuscolana –
Rette e ISEE;  determinazione quota sanitarie e quota alberghiera;  rispetto dei requisiti minimi RSA, sono queste la maggior parte delle segnalazioni che giungono al Tribunale per i diritti del malato da parte dei familiari che hanno ricoverati degli anziani in una RSA della nostra regione. Un particolare ringraziamento va alla Guardia di finanza che ha recuperati questi soldi. Adesso chiediamo l’intervento urgente della Regione per chiedere contribuiti più equi ai pazienti.”

Scaramuzza ha ricordato: “Qualche mese fa, in un’audizione presso la commissione sanità del Consiglio regionale, abbiamo consegnato tutte le criticità che secondo noi andrebbero rimossi al più presto per consentire alle famiglie un vita più equa e serena. Ecco le nostre proposte:

Rette e Isee: Il sistema tributario è informato a criteri di progressività, le rette mensili dovrebbe essere calcolate in base ad una rimodulazione che tenga conto di diversi scaglioni di reddito ISEE dell’assistito, salvaguardando l’attuale limite minimo di 13.000 euro.

Determinazione quota sanitarie e quota alberghiera: si chiede che la Regione Lazio, in relazione alla retta giornaliera a carico dell’utente, distingua con chiarezza la quota relativa alla prestazione alberghiera da quelle di assistenza medica, infermieristica e riabilitativa in genere (anche attività di animazione e/o di terapia occupazionale), in modo da poter permettere agli ospiti delle RSA di poter dedurre o detrarre tali importi nelle dichiarazioni dei redditi personali. 

Controlli e rispetto dei requisiti minimi: Il tema dei controlli rimane cruciale per la tutela dei diritti dei pazienti. Sono ancora poche le strutture che ricevono controlli e ispezioni da parte delle ASL. Auspichiamo che dopo il protocollo d’intesa della Regione Lazio con i NAS anche su questo possano intervenire tutte le Istituzioni preposte.

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