Sanità, Cittadinanzattiva: federalismo al palo

Mentre una direttiva europea stabilisce che i cittadini UE possono scegliere liberamente in quale stato curarsi, nel nostro Paese – che dell’Ue fa parte a pieno titolo – accade che ci sia un’evidente disparità di trattamento dei cittadini a seconda della regione di residenza. Ma non solo. Ci sono casi limiti, come quello della Campania dove il sub commissario alla sanità ha vietato di fatto ai propri residenti di curarsi fuori dal proprio territorio. E’ quanto emerge dal Rapporto sul Federalismo Sanitario presentato oggi da Cittadinanzattiva che ha concluso il lavoro con tre proposte.

Dal taglio lineare alla programmazione: basta al ripianamento dei bilanci con tagli lineare di fine anno ad effetto retroattivo. Chiediamo piuttosto l’approvazione del Piano nazionale sanitario e il nuovo Patto per la Salute.

Accountability per operatori, trasparenza per i cittadini. Il controllo sociale è una leva fondamentale per il cambiamento del management della sanità. Trasparenza delle scelte, della capacità di amministrare e programmare e capacità di comunicare adeguatamente.

Valutazione e partecipazione civica. I cittadini devono avere voce in capitolo nel monitoraggio dei LEA, negli organismi indipendenti di valutazione e nella gestione delle politiche del farmaco.

Il Rapporto 2012 – visibile al seguente link:http://www.calameo.com/read/002229566ef607849327d?authid=dmwlfJLmKerO –  fa il punto su alcune aree tematiche: percorso materno-infantile, procreazione medicalmente assistita, prevenzione e vaccini, rete oncologica, assistenza territoriale, assistenza farmaceutica e un focus sul livello di trasparenza delle nostre regioni.

 

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