Sanità, decreto Balduzzi passa alla Camera. Le critiche dei Consumatori

Via libera dalla Camera al decreto Balduzzi. La mini riforma della sanità, voluta dal Ministro della Salute Renato Balduzzi che ad agosto scorso ha presentato il famoso decreto sulle ludopatie e gli stili di vita, oltre che sulla riorganizzazione della medicina territoriale, sta per diventare legge. Ma deve prima passare al Senato, dove si preannunciano ulteriori modifiche, con una possibile terza lettura.

Già ad agosto il decreto ha suscitato più di una polemica, soprattutto a proposito delle misure previste per prevenire le ludopatie e sull’ipotesi di una tassa sulle bibite gassate. Poi la discussione si è placata, ma nel frattempo il decreto è stato esaminato dalla Commissione Affari Sociali della Camera e, dopo quasi un mese, e circa 1000 emendamenti, oggi ha ottenuto il via libera dalla Camera, con 269 voti favorevoli, 65 contrari e 29 astenuti.

Ma il provvedimento approvato è ben diverso da quello proposto in origine e approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 5 settembre: gli articoli sono 16 e non più 27. Ecco le principali novità introdotte.

La riorganizzazione territoriale è affidata alle Regioni, che dovranno favorire la costituzione di poliambulatori, aperti 24 ore su 24, anche nei giorni di festa, che saranno “unità complesse di cure primarie”, dotati di strumentazione di base, lavoreranno in  collegamento telematico con le strutture ospedaliere.

Novità sull’intramoenia: entro il 31 dicembre 2012 le aziende sanitarie dovranno fare una ricognizione “straordinaria” degli spazi disponibili per l’attività libero professionale. Se questi spazi mancano, i medici potranno operare in studio oppure appoggiarsi a strutture esterne. Per evitare abusi, verranno adottati sistemi e moduli organizzativi e tecnologici “che consentano il controllo dei volumi delle prestazioni libero-professionali, che non devono superare, globalmente considerati, quelli eseguiti nell’orario di lavoro”.

Cambiano le norme per la nomina dei dirigenti e dei primari. Ogni Regione “provvede alla nomina dei direttori generali delle aziende e degli enti del Servizio sanitario regionale, attingendo obbligatoriamente all’elenco regionale di idonei, ovvero agli analoghi elenchi delle altre regioni, costituiti previo avviso pubblico e selezione effettuata da parte di una commissione costituita in prevalenza da esperti indicati da qualificate istituzioni scientifiche indipendenti dalla regione medesima, di cui uno designato dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, senza nuovi o maggiori oneri. Gli elenchi sono periodicamente aggiornati”. Per i primari la selezione viene effettuata da una commissione composta dal direttore sanitario dell’azienda interessata e da 3 direttori di struttura complessa nella medesima disciplina dell’incarico da conferire, individuati tramite sorteggio da un elenco nazionale.

Si aggiornano i Lea e il decreto va emanato entro il 31 dicembre 2012.

Passando agli stili di vita, è vietato vendere alcol e tabacco ai minori di 18 anni (obbligo per l’esercente di chiedere il documento di identità). E’ prevista una sanzione da 250 a 1.000 euro a chiunque venderà alcol o sigarette a minori e da 500 a 2.000 in caso di recidiva con la sospensione per 3 mesi dell’attività. Anche i distributori automatici dovranno adeguarsi alla novità. Vietata la messa a disposizione presso qualsiasi pubblico esercizio di apparecchiature che, attraverso la connessione telematica, consentano ai clienti di giocare sulle piattaforme di gioco messe a disposizione dai concessionari on-line, da soggetti autorizzati all’esercizio dei giochi a distanza, ovvero da soggetti privi di qualsiasi titolo concessorio o autorizzatorio rilasciato dalle competenti autorità”.

Per tutelare i minori dalle pubblicizza dei giochi con vincita, è vietato passare spot al cinema durante i film per piccoli, niente pubblicità sulla stampa dedicata o durante le trasmissioni tv per under 18. Raddopiano i controlli annui destinati al contrasto del gioco minorile, nei confronti degli esercizi dove si trovano slot machine.

Sarà necessario un piano di ricollocazione delle slot machines lontano da zone sensibili come scuole o luoghi di culto. Le pubblicità dei giochi dovranno indicare le probabilità di vincita.

Infine, rispetto alle bevande alla frutta, dovranno contenere il 20% di frutta (oggi è il 12%). Una disposizione che si applica “a decorrere dal nono mese successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione” del decreto.

Queste le principali novità, ma la polemica non si placa. Intanto sulle risorse: in parecchi credono che questi interventi non si possano fare senza risorse (visto il taglio di 600 milioni di euro previsto dalla legge di stabilità varata proprio qualche giorno fa). Ma il Ministro Balduzzi ha detto oggi a ‘La telefonata’ su Canale 5 che “dire a priori che non ci sono le risorse è un alibi per tenere la situazione così’ com’è. E’ evidente che se avessimo risorse fresche sarebbe più facile per tutti, ma con questa situazione di bilancio non è possibile”.

Ma le critiche sono anche per gli interventi in sé. Federconsumatori esprime delusione per l’ultima versione del Decreto Balduzzi, con un “testo depurato da ogni spinta innovativa” e diventato “una semplice lista di buoni propositi, quasi del tutto priva di tutele concrete per il diritto alla salute dei cittadini e per il Servizio Sanitario Nazionale”. “Per quanto riguarda i Livelli Essenziali di Assistenza – denuncia l’Associazione – il decreto si limita a preannunciare generici e non meglio esplicitati aggiornamenti in materia di malattie croniche e rare, cancellando inoltre il fondo che, ricavando risorse dai proventi del gioco, avrebbe dovuto finanziare i LEA per la ludopatia. Il capitolo intramoenia, poi, si presenta come un’occasione persa per mettere in atto strumenti di trasparenza e tracciabilità della fatturazione. Per quanto riguarda invece le norme in materia di farmaci – aggiunge Federconsumatori – gli unici elementi positivi sono costituiti dall’attenzione agli innovativi e dalla possibilità offerta alle Regioni di sperimentare la distribuzione di confezioni conformi alle terapie. Per il resto, infatti, le disposizioni in questo ambito risultano fortemente penalizzanti per i cittadini: si pensi all’inserimento nella fascia C (quella a carico del cittadino) dei farmaci con il brevetto in scadenza. Si tratta di un provvedimento che, in pratica, farà aumentare il numero dei farmaci non rimborsabili e che si conferma come l’ennesimo colpo ad una sanità pubblica già in forte crisi”.

Secondo  Massimiliano Dona Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), “il decreto Balduzzi ha ceduto ancora un po’ alle pressioni delle lobby sul gioco d’azzardo ed ora non ci resta che aspettare le ulteriori modifiche del Senato, che speriamo tengano in maggiore considerazione i cittadini”. “Rispetto alla precedente versione del testo – afferma Dona – la Commissione Affari Sociali ha introdotto significativi passi indietro, in particolare  sul tema delle ludopatie: salta il fondo per prevenire la dipendenza dal gioco d’azzardo, che doveva essere finanziato con una parte delle entrate dei giochi e viene meno anche l’obbligo di introdurre strumentazioni tecniche (come la tessera sanitaria) per scoraggiare l’accesso alle macchinette da parte di minori.” “Si salvano – prosegue Massimiliano Dona – alcuni punti importanti, come il divieto degli spot sul gioco d’azzardo nel corso di trasmissioni rivolte ai minori, così come l’obbligo (proposto in più sedi anche dall’UNC) di rendere ben presenti le  formule di avvertimento sul rischio di dipendenza e contenenti le note informative sulle probabilità di vincita; ma si deve fare di meglio per contrastare una vera e propria emergenza -conclude Dona- che rischia di aggravare i bilanci non solo economici, ma anche psichici delle famiglie”.

 

 

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