Sanità, Federconsumatori: obiezione coscienza deve tutelare salute donne

“Episodi come quello di Pordenone costituiscono fattispecie criminose che vanno dall’omissione di soccorso al tentativo di omicidio colposo, motivo per cui Federconsumatori ritiene urgente intervenire con provvedimenti efficaci ed immediati: il diritto alla salute viene prima di qualsiasi obiezione”. Così l’Associazione commenta la recente sentenza con cui la Corte di Cassazione ha stabilito l’impossibilità per un medico obiettore di negare le cure ad una paziente dopo un’interruzione volontaria di gravidanza, costituisce un importante passo avanti nel riconoscimento dei diritti delle donne.

La sentenza della Suprema Corte è stata emessa con riguarda ad un episodio verificatosi a Pordenone dove una ragazza che aveva subito un aborto si è vista negare le cure, nonostante fosse a rischio di emorragia.

“Quanto accaduto dimostra che nel nostro Paese c’è ancora molto da fare per garantire alle donne l’effettiva libertà di decidere del proprio corpo e della propria vita nonché la piena fruizione della legge 194. L’articolo 9 della norma prevede l’obiezione di coscienza, cosa che non intendiamo assolutamente mettere in discussione, tuttavia è anche vero che la possibilità di obiettare riguarda solo l’interruzione volontaria di gravidanza e non le fasi precedenti o successive all’intervento” conclude Federconsumatori.

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