Sistema sanitario, Federconsumatori: strutture a rischio, aumentano proteste

Strutture sanitarie di eccellenza sono a rischio o in stato di agitazione, come in stato di allerta sono i cittadini, i pazienti e tutti coloro che si chiedono quale sarà il futuro del Sistema sanitario nazionale. Anche perché, dopo le dichiarazioni del Governo dei giorni scorsi, l’allarme s’è diffuso.

A ribadire la propria preoccupazione è oggi Federconsumatori, che spiega: “Le intenzioni del Governo in merito alla sostenibilità futura della sanità pubblica restano poco chiare. Balduzzi continua a rassicurare l’opinione pubblica, negando che sia in corso un processo di radicale riduzione delle risorse destinate al Servizio Sanitario Nazionale, ma la situazione in realtà è molto più drammatica di quanto il Ministro non voglia ammettere. Non solo numerosi ospedali in tutta Italia rischiano la chiusura, ma gli stessi pazienti si trovano spesso a dover scendere in piazza per rivendicare il proprio diritto alla salute: basti pensare alla protesta dei malati di SLA contro i tagli al fondo per la non autosufficienza. Alle contestazioni dei malati si aggiungono poi quelle degli operatori sanitari di strutture di eccellenza che si trovano in condizioni a dir poco critiche: è il caso, ad esempio, dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (IDI) , dell’ospedale Gemelli e della Fondazione Santa Lucia a Roma e dell’ospedale Valdese a Torino”. Proprio oggi, inoltre, a Roma il il Segretario della Uil Fpl di Roma ha proclamato lo stato di agitazione per l’ospedale San Filippo Neri.

Investimenti a partire dalle nuove esigenze dei cittadini, senza utilizzare la lotta agli sprechi per tagliare la sanità: questa la richiesta ribadita da Federconsumatori. “Ricordiamo che i cittadini italiani già sostengono di tasca propria circa un quarto della spesa per servizi “quasi gratuiti” del SSN e che la politica dei tagli porterà inevitabilmente ad un rapido peggioramento della qualità delle prestazioni. Come abbiamo già precisato più volte, non intendiamo schierarci contro la lotta a sprechi e abusi, certamente necessaria, ma non accettiamo che l’efficienza venga utilizzata come scusa per tagliare risorse essenziali per la sanità pubblica”.

 

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