Spending review, Cittadinanzattiva: sì ai risparmi, no ai tagli

Tre miliardi di euro nel 2014. Il commissario per la spending review Carlo Cottarelli ha presentato, ieri, in audizione al Senato il piano per la revisione della spesa: 33 azioni distinte in due gruppi, quelle di immediata applicabilità nel 2014 e riforme strutturali che vanno iniziate però quest’anno ma che avranno effetti nel 2015 e 2016 e nel 2017. Istruzione e cultura, gli unici settori nei quali non sono previsti tagli.

“Sì a risparmi in sanità, un no assoluto invece ad ulteriori tagli. E i risparmi siano reinvestiti nel Servizio sanitario nazionale per alleggerire il peso dei ticket, aggiornare i Livelli essenziali di assistenza e rafforzare l’assistenza territoriale”. Sono i suggerimenti di Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva.

“La sanità può dare il suo contributo ad una revisione della spesa pubblica, ma solo in termini di risparmi. Non sono invece per noi ammissibili definanziamenti e tagli nella sanità, pena la riduzione ulteriore dei servizi per i cittadini, che non possiamo di certo permetterci” continua Aceti.

L’Associazione chiede nuovamente “partecipare al Patto per la salute, finora oggetto esclusivo di contrattazione e confronto fra Ministero e Regioni, per confrontarsi su le due principali fonti di risparmio individuate dal Commissario, ossia ricoveri inappropriati e costi standard. Sui primi, ribadiamo che la revisione dell’offerta ospedaliera può avvenire solo partendo da una valutazione del fabbisogno, una indagine epidemiologica e una mappatura dei servizi esistenti sul territorio e garantendo che laddove si chiuda un servizio ospedaliero se ne apra un altro di assistenza territoriale; sui costi standard si deve invece intervenire senza attaccare i requisiti di sicurezza, qualità ed innovazione e personalizzazione delle cure”.

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