Verso le elezioni, appello della SIMG per un SSN universale ma attento al merito

Mancano 10 giorni alle elezioni del prossimo Governo e continuano, da ogni parte del Paese, gli appelli a canditati e partiti affinché si cambi rotta. C’è chi avanza proposte generali per un cambiamento radicale delle decisioni politiche che, soprattutto ultimamente, si sono dimostrate lontane dalle esigenze del Paese reale. E ci sono intere categorie che stanno attirando l’attenzione sulle pesanti criticità che affliggono diversi settori economici e sociali. La sanità è sicuramente tra questi: i continui tagli di risorse stanno mettendo in ginocchio il Sistema Sanitario Nazionale che rischia di non garantire più il diritto alla salute dei cittadini. Oggi l’appello arriva dalla Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) che in una lettera ai partiti politici candidano alle elezioni chiede di “invertire il processo di sottrazione progressiva di risorse e di mezzi” al Sistema Sanitario Nazionale, proseguendo “l’efficienza e l’efficacia delle cure erogate”.

Per avere un sistema sanitario davvero sostenibile è importante la qualità dell’organizzazione, la motivazione degli operatori, un’allocazione corretta delle risorse, e un’applicazione consapevole delle conoscenze scientifiche. Insomma, bisogna considerare l’importanza del merito per “costruire una delle più importanti società scientifiche del Paese e la più grande della Medicina Generale”. “Finora poche forze politiche hanno chiarito quali obiettivi vogliono realizzare in ambito sanitario – afferma il dott. Claudio Cricelli, presidente della SIMG – Perseguiamo e sosteniamo l’idea dell’efficacia delle cure fondata non sull’astrattezza delle argomentazioni, ma sulla capacità dei professionisti di essere verificabili e misurabili sulla base dei benefici prodotti e della qualità delle prestazioni erogate”.

Lo slogan della SIMG è: “Non siamo tutti uguali”. “Crediamo nel valore aggiunto straordinario della individualità e della diversità dei cittadini e degli operatori sanitari. Il merito inteso come eccellenza delle cure e verificabilità dei risultati rappresenta un vantaggio per lo Stato e i cittadini”.

“Sosteniamo con forza e convinzione – si legge nella lettera – l’idea di un sistema sanitario nazionale unitario, a copertura universale, fortemente solidaristico, fondato su un unico pilastro primario, con integrazioni private che non ledano la preminenza dell’interesse pubblico nella garanzia di salute nei confronti dei cittadini. Rivendichiamo la necessità ormai indifferibile che le società scientifiche, sottoposte a rigorosi strumenti di validazione e verifica pubblica, occupino una posizione finalmente chiara e definita nel nostro sistema sanitario che nessuno ha mai voluto sinora compiutamente e colpevolmente riconoscere”.

Dalla SIMG arriva, infine, un ‘no’ deciso alla divisione tra ospedale e territorio. “Si tratta di un noioso alibi per esercizi retorici da molti decenni – conclude il dott. Cricelli – Chiediamo che qualunque cosa accada nel processo di evoluzione del sistema sanitario del Paese vi sia un luogo fisico, rappresentato dalle cure primarie, che costituisca un Lea Assoluto e inderogabile. In quell’ambiente qualunque cittadino avrà diritto alla tutela della salute indipendentemente dall’età, dal censo, dal reddito, dalla religione e dalla nazionalità o appartenenza religiosa”.

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