Scambio di embrioni, Codacons deposita esposto in Procura

Il Codacons ha depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma sul tragico caso dello scambio di embrioni avvenuto nei giorni scorsi all’ospedale Pertini di Roma, che ha portato a impiantare nell’utero di una donna gli embrioni di un’altra coppia che si era sottoposta alle procedure di fecondazione assistita. Gli esami del Dna hanno infatti confermato che lo scambio è avvenuto fra due coppie: ora una donna sta portando avanti una gravidanza di due gemelli biologicamente non suoi.

Il Codacons ha dunque chiesto alla Procura di verificare se siano ravvisabili nei confronti della Regione e della Asl competente diverse fattispecie penalmente rilevanti come l’ Omissione di atti d’ufficio e la violazione della legge n. 40 del 2004 in relazione all’autorizzazione agli interventi di procreazione assistita al “Sandro Pertini” di Roma e ai dovuti controlli sulla struttura. Nei confronti dell’Ospedale, il Codacons chiede di indagare sulle fattispecie di “omissione di atti d’ufficio, interruzione di pubblico servizio e lesioni personali, in relazione alla malattia psico-fisica determinata a carico delle coppie coinvolte dal caso, allo stress seguito all’evento e alle possibili conseguenze permanenti.”.

Si legge nell’esposto dell’associazione: “Le domande legittime che vengono da porsi sono svariate: come può dirsi assicurata una adeguata assistenza alle 4 coppie che, con fiducia, si erano affidate alla struttura per riuscire a diventare genitori sottoponendosi a varie cure, di cui molte a carattere ormonale con sacrifici e terapie non proprio leggere? Ed ancora: come possono le 4 coppie non avere subito un notevole danno non solo psichico conseguentemente alla concreta  possibilità di concepire dei bambini con un codice genetico diverso o alla perdita della possibilità di avere un figlio stante il grave episodio? Ed ancora una tematica fondamentale da affrontare è l’aspetto bioetico della vicenda – prosegue l’esposto – al fine di chiarire tutte le implicazioni che ruotano intorno all’embrione e alla sua figura giuridica  e pertanto se, dal punto di vista del diritto, può già essere considerato una persona difesa dal codice penale. A tal proposito fondamentale è la  legge n. 40 del 19 febbraio 2004 in materia di procreazione assistita e il parere del comitato nazionale per la bioetica al fine di poter comprendere le possibili fattispecie penale che potrebbero configurarsi nel caso di specie. Senza poi dimenticare tutte le responsabilità connesse alla struttura ospedaliera “Sandro Pertini” nonché a monte a capo della Regione che, ai sensi dell’art. 10 della suddetta legge, autorizza le strutture  pubbliche e private per gli interventi di procreazione medicalmente assistita, e che quindi ha un dovere di controllo e verifica”.

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