Tassa sulle bibite gassate, ASSOBIBE: immotivata e discriminatoria

Una tassa di 3 centesimi di euro sulle bibite gassate è in grado di modificare – e magari migliorare – le abitudini alimentari di adulti e bambini? La proposta del ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha sollevato molte critiche alle quali oggi si aggiunge anche quella di ASSOBIBE, l’Associazione Italiana dei Produttori di Bevande Analcoliche, secondo cui “una tassa che colpisce esclusivamente le bevande analcoliche gassate è immotivata, discriminatoria e pertanto inaccettabile. In Italia, infatti, i consumi di tali bevande sono stagnanti da circa dieci anni e di molto sotto la media UE. Tanto negli adulti quanto nei bambini. L’Italia è al penultimo posto tra i Paesi UE per consumi pro-capite”.Proprio a fronte di questi bassi livelli di consumo, le bevande analcoliche gassate in Italia contribuiscono per meno del 2% all’apporto calorico medio quotidiano. Secondo i dati INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione), inoltre, i più giovani consumano in media un equivalente di 28 grammi pro-capite al giorno, equivalenti a 11 calorie.

Nel nostro Paese questi prodotti sono già penalizzati, stante l’aliquota IVA del 21% cui sono soggetti, a differenza della maggior parte dei prodotti alimentari che godono di aliquote ridotte al 4% o al 10%. La media UE sulle bevande analcoliche è del 16.5%.

In controtendenza rispetto all’esigenza di crescita e sviluppo del nostro Paese, la tassa avrebbe inoltre ricadute pesanti sull’occupazione, con riduzione significativa dei posti di lavoro, presso le aziende produttrici e lungo l’intera filiera. Sarebbe inoltre uno stimolo all’aumento dell’inflazione, causerebbe deterioramento del clima degli investimenti e un complessivo ridimensionamento delle attività.

2 Commenti a “Tassa sulle bibite gassate, ASSOBIBE: immotivata e discriminatoria”

  1. luna23609 ha detto:

    La proposta di Balduzzi è assurda. Su tutti i giornali si legge che la tassazione non è uno strumento valido per intervenire sulle scelte dei consumatori e intanto si propone di introdurre una tassa sulle bevande gassate per la quale tra l’altro sono già stati calcolati gli introiti! Il ministro vuole davvero aiutare i cittadini sempre più obesi o pensa di tassare prodotti sui quali è più semplice far leva anche considerando che sta arrivando l’estate e magari qualcuno potrebbe aver voglia di una bevanda?

  2. Adriano Teso ha detto:

    3 centesimi non cambiano nulla negli indirizzi alimentari. E’ un ulteriore modo per aumentare la pressione fiscale, constatando, come volevasi dimostrare, che aumentando le tasse, le entrate fiscali diminuiscono.

    Le forti tassazioni sulla birra in alcuni Paesi non ne hanno limitato i consumi. Molto meglio una scuola che insegna sane abitudini alimentari., ammesso che ci siano autorevoli e scientifiche certezze . Ma non dirigismo legislativo su cosa deve o meno piacere, con lobbies industriali che favoriscono altri generi di consumi alimentari, a volte ben peggiori di una bibita gasata. Che poi non è dimostrato che faccia male.