Tubercolosi, Federconsumatori parte offesa nell’indagine su Umberto I

Federconsumatori si costituirà parte offesa nell’indagine aperta su un recente caso di tubercolosi al Policlinico Umberto I di Roma dalla Procura di Roma, indagine contro ignoti nella quale si ipotizza il reato di epidemia colposa. Il caso fa riferimento a un contagio da “tubercolosi bacillifera” per una donna bengalese che l’11 marzo scorso ha partorito presso il policlinico. Secondo quanto comunicato nei giorni scorsi dall’ospedale, “si è tempestivamente avviata l’indagine epidemiologica per l’individuazione dei contatti stretti tra il caso in oggetto e le pazienti ricoverate in patologia ostetrica e sala parto, dei neonati del nido e le relative mamme presenti tra l’11 e il 16 marzo, nonché del personale sanitario tutto”.

Riteniamo gravissimo e allarmante il caso che ha condotto all’apertura di un’inchiesta contro ignoti da parte degli inquirenti di Piazzale Clodio, con l’ipotesi di reato di epidemia causata dalla diffusione della TBC nell’Ospedale Umberto I”, afferma Federconsumatori, che insieme alla sua struttura nel Lazio annuncia che si costituirà parte offesa nell’indagine aperta.

“È presumibile, infatti, che il numero delle persone (personale e pazienti) che potranno risultare positive al test della tubercolosi cresca nelle prossime settimane – afferma Federconsumatori – Ovviamente ci auguriamo che ciò non accada, in ogni caso faremo di tutto affinché si faccia chiarezza sulle procedure interne al nosocomio. In particolare affinché si accertino di eventuali comportamenti negligenti che hanno comportato, ad oggi, il contagio di una decina di persone tra personale medico ed infermieristico”.

L’associazione ricorda inoltre che “la profilassi sanitaria è fondamentale per la salvaguardia di chi in ospedale va per essere curato e non per essere contagiato da nuove malattie, nonché per il personale medico e paramedico, che non può essere esposto a rischi di questo genere. Se c’è stato qualche errore in questo senso faremo di tutto perché i responsabili abbiano la giusta pena e perché i cittadini coinvolti vengano adeguatamente tutelati”.

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