Vaccini antinfluenzali, dati poco chiari. I dubbi del Movimento Consumatori Milano

Fin’ora si è parlato dei dubbi sulla sicurezza di alcuni vaccini antinfluenzali: prima il caso Crucell, che ha ritirato dal mercato l’Inflexal V; poi il divieto, imposto e revocato dal Ministero della Salute, di utilizzare il Fluad, l’Agrippal, l’Influpozzi adiuvato e l’Influpozzi subunità della Novartis. Due scandali e poche informazioni ai cittadini rispetto a come, quando e dove vaccinarsi. E siamo già a campagna vaccinale iniziata. Oggi incomincia a Milano la diffusione del vaccino e i cittadini brancolano ancora nel buio: non sanno quanti vaccini sono a disposizione e quanto costeranno alla collettività.

Alcune stime parlano di un calo di oltre il 20% del fabbisogno (probabilmente per effetto degli scandali): ma dati ufficiali non ce ne sono. Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, le dosi di vaccino a disposizione della città di Milano si attesterebbero tra le 101 mila e le 167 mila dosi, con un fabbisogno stimato intorno alle 210 mila dosi, di gran lunga inferiore rispetto alle 250 mila dosi degli anni passati.

Il Movimento Consumatori di Milano si pone dunque alcuni interrogativi: se questi numeri fossero giusti, vorrebbe dire che migliaia di cittadini (tra anziani, over 65 anni, malati cronici con patologie alle vie respiratorie come asma o fibrosi cistica al cuore e all’apparato cardiocircolatorio, diabete e malattie al fegato o ai reni o bambini) non potranno accedere alla vaccinazione in forma gratuita? Sarebbe una vera e propria emergenza sanitaria.

Oppure vorrebbe dire che negli anni scorsi (quelli lontani dalla spending review) c’è stato un eccesso di dosi distribuite e quindi molti tra i 250 mila che hanno ricevuto il vaccino non ne avevano realmente necessità? Il Movimento Consumatori ha cercato risposte, interpellando la Asl di Milano che però non è stata in grado di dire, in tempi rapidi, sul costo del vaccino, sul quantitativo a disposizione per l’anno in corso e sul reale numero di vaccini effettivamente inoculati negli anni scorsi.

“Sarebbero stati dati utili per capire se ci troviamo di fronte ad una penuria di scorte e ad un reale pericolo per la salute pubblica – scrive l’Associazione in una nota – E’ importante fare chiarezza su costi e fabbisogno. Altrimenti non è possibile fornire ai consumatori le informazioni corrette e si creano inutili allarmismi su un tema tanto delicato, soprattutto per le categorie a rischio”.

“Sappiamo per esperienza – ricorda Piero Pacchioli, presidente del Movimento Consumatori Milano – che proprio la poca chiarezza e gli allarmismi sui temi della salute provocano poi gravi ripercussioni anche sui conti pubblici. Proprio i vaccini ad esempio sono stati al centro del caso del 2009 quando in ambito regionale era stato rilevato un surplus di scorte e un conseguente sperpero di denaro pubblico per milioni di euro (la Lombardia fu inondata di vaccini, ma quelli consumati furono meno del 10%)”.

“Non sarebbe poi il caso di rivedere anche i parametri in base ai quali viene stimato il fabbisogno di vaccini e puntare su una attività di prevenzione e di educazione che non punti solo sulla vaccinazione come strumento per combattere l’influenza?” chiede Pacchioli che riprende uno studio della Cochrane Collaboration, secondo cui su 100 adulti sani vaccinati, 1 sviluppa l’influenza, mentre su 100 non vaccinati 4 sviluppano influenza. E bisogna considerare che il vaccino difende solo dall’influenza e non dalle sindromi influenzali che colpiscono 6 persone su 100.

Una revisione dei parametri sui cui si stima il fabbisogno di vaccini che punti meno sulla medicalizzazione della popolazione di certo darebbe beneficio all’impegno di risorse economiche e eviterebbe la somministrazione di terapie a volte non necessarie – conclude Piero Pacchioli – Un eventuale risparmio che consentirebbe di investire risorse in progetti di sensibilizzazione della popolazione su quelle buone pratiche, richiamate anche dai CDC USA http://www.cdc.gov/flu/protect/habits/index.htm che, se applicate, permetterebbero comunque di diminuire la possibilità di contrarre influenza e sindromi influenzali”.

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