Via libera per il registro delle protesi al seno. Ora passaggio alla Camera

È attesa una terza lettura alla Camera, ma il procedimento dovrebbe andare spedito, per il registro delle protesi mammarie. La Commissione Sanità del Senato ha infatti approvato nei giorni scorsi il disegno di legge che obbligherà i chirurghi plastici a comunicare al Ministero della Salute i dati relativi all’impianto delle protesi attraverso un apposito registro. È stata approvata anche la norma che vieta gli interventi al di sotto dei 18 anni, se non per problemi di salute.

La legge deve passare alla Camera perché sono state introdotte delle modifiche, ma si attende un iter veloce. Fra le modifiche introdotte, ci sono sanzioni più dure per chi opera minorenni a fini estetici, con multe da 15 a 20 mila euro e sospensione di tre mesi dall’esercizio della professione.

Il ddl 2515 era stato presentato dall’ex ministro della Salute Ferruccio Fazio ed era stato  approvato dalla commissione Affari sociali della Camera il 22 dicembre 2010. La discussione sul disegno di legge chiamato a istituire il registro delle protesi mammarie è ripartita all’indomani dello scandalo delle protesi francesi Pip. Secondo il ministro della Salute, Renato Balduzzi, viste “le minime modifiche” apportate al testo, si potrà andare spediti anche nella terza lettura alla Camera. Balduzzi ha sottolineato l’importanza “di questa legge non solo per i registri ma anche perché introduce una disciplina del settore a garanzia della salute delle pazienti”.

“Siamo soddisfatti del via libera della Commissione Sanità del Senato all’istituzione di un registro dei dati relativi all’impianto di protesi mammarie – ha detto Eugenio Gandolfi,  segretario di Aicpe, Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica – Erano anni che aspettavamo una disposizione in materia, finalmente siamo a una svolta e speriamo che si vada fino in fondo. Di registro protesi si discute almeno dal ministero Veronesi, da allora non si è mai arrivati a nessuna risoluzione concreta. Purtroppo c’è voluto uno scandalo mondiale come quello delle protesi Pip realizzate con silicone industriale per arrivare a questo punto”.

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