Accesso ai farmaci: le raccomandazioni di Cittadinanzattiva

Omogeneo, tempestivo e appropriato: così dovrebbe essere l’accesso alle cure farmaceutiche in un Sistema Sanitario realmente unitario ed equo. “È evidente che le cure farmaceutiche costituiscono un vero banco di prova per i doveri che il SSN ha nei confronti dei cittadini in particolare verso chi è affetto da malattie croniche e rare”. Le Raccomandazioni che Cittadinanzattiva e il suo organo intero, il Tribunale per i diritti del malato, hanno presentato oggi nel corso di un incontro-dibattito sul tema sono molto chiare.

farmaci“C’è urgente bisogno di rispondere ad una evidente schizofrenia del sistema di assistenza farmaceutica provvedendo ad un riordino del settore che chiarisca con esattezza ruoli, funzioni, tempistiche e responsabilità di ciascun attore nell’intero sistema”, specifica Tonino Aceti, coordinatore del Tribunale per i diritti del malato. Lo studio svolto dall’Associazione su questo tema ha portato alla luce alcune anomalia e criticità sulle quali i cittadini chiedono al Governo di intervenire.

Tanto per fare solo degli esempi, il 50% degli italiani sostiene i tempi che intercorrono tra l’autorizzazione e l’immissione del farmaco sul mercato siano troppo lunghi. E in effetti, un’analisi più approfondita a riguardo, fatta prendendo in considerazione i soli farmaci oncologici, ha evidenziato una certa discrepanza tra i tempi reali e quelli previsti dalla normativa: nella fase “europea”, che riguarda l’EMA (European Medicines Agency), la normativa prevede un massimo di 210 giorni per decidere se il farmaco può essere messo o meno i commerci nell’Unione. Nella realtà dei fatti, i giorni sono circa 400. Il successivo invio della decisione all’AIFA richiede 40 giorni. A questo punto parte la fase “nazionale” della decisione che richiede nella pratica 530 giorni, contro i 180/100 giorni previsti dalla normativa. Infine vi è la fase “regionale” che richiede circa 100 giorni perché il farmaco possa essere inserito nei prontuari regionali. In totale, sono necessari più o meno 1.000 giorni per poter avere a disposizione un farmaco. Ma i problemi non finiscono qui.

“Il nostro Paese possiede una sorta di federalismo sanitario che fa sì che esistano allo stesso tempo 20 sanità, con prestazioni diverse per i malati nelle varie parti d’Italia”, afferma Renato Giannelli, Presidente di Anmar. Da Cittadinanzattiva, quindi, parte il monito rivolto al Governo affinché sia predisposto un Prontuario Farmaceutico Nazionale aggiornato (quello attuale data 2005) e omogeneo per tutti. “Parallelamente chiediamo che venga introdotta la ricetta farmaceutica nazionale. La sua assenza dimostra chiaramente quanto il sistema sia totalmente avvitato su sé stesso e non sulle esigenze dei cittadini”, aggiunge l’Associazione. Il Ministero della Salute, da parte sua, considera di fondamentale importanza l’apporto delle associazioni al tavolo decisionale e, spiega Marcella Marletta, della Direzione Generale dei Dispositivi medici e del Servizio Farmaceutico, “abbiamo già intrapreso un percorso per la riorganizzazione della governace sul farmaco che, in un periodo di spending review, è quanto mai necessaria”.

di Elena Leoparco

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