Adiconsum: l’abbandono scolastico, tra costi sociali e proposte efficaci

Sono 6 milioni i giovani che in Europa hanno deciso di abbandonare i banchi di scuola. Tradotto in percentuale, si parla di un tasso del 14,4%. Nel caso specifico del nostro Paese, il dato si attesta al 19,2%. Questo è ciò che emerge da una ricerca condotta da Adiconsum e Forum Ania Consumatori e presentata nella mattinata di oggi durante il convegno “L’abbandono dei giovani nei percorsi formativi”. Dati che preoccupano e meritano una riflessione specifica. Tanto più che il fenomeno dell’abbandono scolastico tende sempre più a legarsi ad un altro aspetto: quello dei giovani “Neet”, i giovani che non studiano e non lavorano.

Alcuni hanno un livello di istruzione molto basso, altri hanno un diploma o addirittura una laurea ma non riescono a trovare un lavoro. Un vero e proprio esercito condannato a consumare senza avere il diritto di produrre. In Europa se ne contano 14 milioni e rappresentano un costo di 153 miliardi di euro l’anno (circa un punto di Pil). Uno spreco che, con i tempi che corrono, non si può più consentire. In Italia, i giovani tra i 15 e i 29 anni che di professione fanno “niente” sono oltre 2 milioni e 200 mila.

Naturale conseguenza di un precoce abbandono dei percorsi scolastici e formativi, “questo fenomeno mostra”, spiega Pietro Giordano, Segretario Generale di Adiconsum, “”che l’abbandono scolastico rappresenta un freno allo sviluppo personale dei giovani ma anche allo sviluppo economico e sociale del Paese”. Molte e assai diverse le cause che portano a dire basta a libri e quaderni: condizione di svantaggio socio-economico, la provenienza da ambienti con basso livello di istruzione, cattivi risultati scolastici, fattori di attrazione del mercato del lavoro. In vista della strategia comunitaria “Europa 2020” che ha posto come obiettivo il raggiungimento di un tasso di abbandono al di sotto del 10%, occorre intervenire presto e su più fronti.

“La strategia proposta da Adiconsum”, dice Giordano, “prevede innanzitutto una campagna di prevenzione con forme di sostegno all’apprendimento, seguita da interventi per combattere l’assenteismo e il negativo rendimento scolastico e, infine, misure di compensazione come l’inserimento in classi speciali o la possibilità per gli adulti di riprendere la formazione abbandonata”.

Un’altra strada percorribile, aggiunge Giacomo Carbonari, segretario generale di Forum Ania Consumatori, sarebbe quella di “stimolare la cultura della previdenza privata complementare, predisponendo per i neo genitori degli strumenti che permettano di accumulare somme che potrebbero rivelarsi utili nel momento in cui l’istruzione del figlio potrebbe diventare un peso troppo grande per il bilancio familiare”. Questi interventi, conclude Giordano, “è importante che siano effettuati con il supporto di tutte le parti sociali. Solo così potranno realmente essere efficaci”.

 

di Elena Leoparco

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