Altroconsumo: attenzione ai nuovi farmaci anticoagulanti

Attenzione ai nuovi farmaci anticoagulanti: c’è un maggior rischio di sanguinamento. I farmaci in questione sono Eliquis, Pradaxa e Xarelto, indicati per chi ha bisogno di mantenere il sangue fluido. A specificarlo è l’Aifa, l’Agenzia del farmaco italiana, in una nota rivolta a tutti i medici, in cui chiede particolare attenzione nella prescrizione. L’informazione è ripresa da Altroconsumo, che indica ai pazienti le raccomandazioni generali che il medico deve seguire.

Si tratta in primo luogo di medicinali, da prendere per via orale, indicati per chi, per ragioni diverse, deve evitare la formazione di coaguli che potrebbero ostruire vene e arterie, ostacolando la normale circolazione (si tratta dei cosiddetti trombi). Ad essere particolarmente a rischio sono ad esempio le persone che hanno subito l’impianto di una valvola cardiaca o che soffrono di insufficienze venose profonde. Prima di prescrivere un nuovo anticoagulante, il medico deve valutare attentamente le condizioni dei pazienti per varie ragioni.

Questi farmaci infatti  possono causare sanguinamenti maggiori, in particolare in pazienti che hanno già avuto un’emorragia, hanno già una lesione che potrebbe sanguinare oppure sono in terapia cronica con medicinali, come i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), che possono a loro volta causare sanguinamenti. Inoltre sono farmaci sotto monitoraggio contrassegnati dal triangolo nero: chi li usa è invitato a segnalare eventuali reazioni avverse. Sono farmaci che vanno prescritti solo da medici specializzati nel trattamento dei problemi della coagulazione del sangue (cardiologi, neurologi, internisti, ematologi) che lavorano in centri appositamente dedicati (e solo in questo caso i farmaci sono rimborsati). Il trattamento più noto e sperimentato per i disturbi della coagulazione è il warfarin, anch’esso da usare con attenzione.

3 Commenti a “Altroconsumo: attenzione ai nuovi farmaci anticoagulanti”

  1. mario bianchi ha detto:

    Buongiorno,
    Sono un addetto del marketing farma.
    I nuovi farmaci anticoagulanti orali agiscono
    inibendo, a monte , il fattore x della coagulazione del sangue.
    Rispetto al warfarin, quindi , il paziente viene ” scoagulato ” in modo piu’ marcato e, secondo le aziende prodruttrici, senza necessita’ di monitorare la TAO periodicamente. Il problema e’ proprio qui, perche’ senza controllo, non si puo’ verificare quanto il paziente e’ scoagulato. Da qui la maggior incidenza di possibili emorragie non controllate fatali per il paziente.
    Altro problema.
    Per contrastare la scoagulazione da warfarin esiste la vit K.
    Per i nuovi anticoagulanti?
    Un cordiale saluto.

  2. Mario Bianchi ha detto:

    Buongiorno,
    I nuovi anticoagulanti, appartengono alla classe dei farmaci che
    agiscono sul fattore decimo della coagulazione, inibendo a cascata tutta la sequenza della coagulazione del sangue.
    Pertanto, essi sono molto potenti e i rischi di emorragie sono molto alti. Recentemente l’AIFA, ha emanato un comunicato di allerta ai medici specialisti. Sono farmaci costosissimi e le aziende tirano acqua per il proprio mulino affermando che , con questi farmaci , il paziente non deve sottoporsi ai continui controlli della TAO. Fino qui va benissimo, ma a fronte di cio’, i rischi che il paziente sia troppo scoagulato, senza monitoraggio TAO, sono molto elevati.
    Gli informatori che stanno lanciando questi farmaci , a questo proposito……….glissano molto.

    M.Bianchi

  3. Francesco ha detto:

    Sono un cardiopatico( cardiopatia dilatativa), operato e fra altri medicinali mi è’ stato ordinato il ” Brilique” . Ho notato che dopo l’ingestione ho capogiri e affanno. È’ possibile che la causa sia questo medicinale? ( a giorni alterni sono sottoposto a dialisi dove mi viene somministrata l’eparina).